“Bella voce girella nel cielo”: l’antenna nel racconto di Salvatrice Benintende
Lo scorso 23 luglio, l’antenna Rai di Colle Sant’Anna veniva abbattuta, suscitando diverse reazioni e polemiche tra i cittadini e le cittadine di Caltanissetta. Da allora sono stati diramati comunicati stampa da parte delle associazioni e del “Comitato Parco Antenna Sant’Anna, intervenuti per puntualizzare quanto si poteva fare e non si è fatto per tenere in vita lo storico manufatto, lungo ben 286 metri. In suo nome, sono state realizzate anche opere d’arte e scritte petizioni da firmare. Insomma, comunque la si pensi in proposito la gigante della comunicazione radiofonica ha fatto molto discutere e siamo sicuri che continuerà a far discutere anche in futuro.
Così vi offriamo questo racconto per la radio, nel 1997 vincitore del concorso bandito da Zapping, Radio Rai Uno e da Radiocorriere TV, scritto dalla nissena Salvatrice Benintende, negli anni passati presidente della Sezione Sicilia e consigliere nazionale dell’Associazione Dimore Storiche Italiane (ADSI), fino allo scorso febbraio. Oggi Salvatrice Benintende, rieletta all’unanimità lo scorso luglio, ha rinunciato alla carica di presidente per motivi personali ed è past president con diritto di voto della Sezione Sicilia.
Il racconto si intitola “Bella voce girella nel cielo” e dice così:
«Il suo nome è Calliope…
squillante e discreta vive con me da quand’ero bambina.
Su di un filo raccoglie i pensieri che volano via
e la mia anima a forma di mani diventa tua sposa.
Pigio un tasto e si sparge una nota comune per noi.
Fantasie lontane o perverse da toccare e origliare, legate soltanto da Lei.
Le asprezze, i frammenti, i racconti,
le nuove, i livori, il relax
tra suoni, chimere e parole felpate
infuriano e placano senza mortificare i miei sguardi,
colpire i miei occhi o bloccare il mio corpo.
Calliope è lì, fedele e compagna,
poggiata per noi che, lontani,
cerchiamo finanche in un suono il senso d’eterno.
Cent’anni per Lei non segnano rughe…
Lei che vive nel cielo e vola nell’aria
per attraversare dovunque con i suoi fiati d’uccello.
La clessidra non raggranella il suo tempo
e domani sarà ancora lì,
testimone di feste e tristezze,
a raccontare per noi e a fermare i ricordi.
La mia radio è una donna che sa pure fumare la pipa,
sa vegliare e giocare con me fino a strapparmi un sorriso,
stuzzicando le orecchie stupite.
Sono solo parole come quelle che Lei dice a me
ma almeno da adesso più cuori sapranno che
Il suo nome è Calliope e vive con me da quand’ero bambina».