Caltanissetta, presentato il programma delle “Vie dei Tesori” 2026
Ben tre fine settimana, da sabato 10 a domenica 25 ottobre 2026, per scoprire quindici luoghi di storia e bellezza a Caltanissetta. E ancora laboratori, esperienze e spettacoli che spaziano dalla memoria dello zolfo a nuovi spazi di arte contemporanea. La nuova edizione delle “Vie dei Tesori” stimolerà la valorizzazione del patrimonio culturale nisseno, che spesso tende a passare inosservato. Nei giorni scorsi il programma della manifestazione è stato presentato nel foyer del Teatro “Regina Margherita”, nel corso di un’apposita conferenza stampa.
Nell’elenco figurano luoghi e monumenti vecchi e nuovi: tra le new entry c’è, ad esempio, l’ex gasometro ubicato nel quartiere Angeli. «Costruito nel 1867», si legge nel comunicato stampa divulgato dal Comune, «alimentava una rete di 12mila metri di tubature e trecento punti luce. Poi arrivò l’elettricità e l’“usina del gas” perse la sua funzione. Oggi il recupero con fondi PNRR ne prepara la trasformazione in spazio espositivo e museale e il festival permetterà di entrare per la prima volta nel cantiere». Per il secondo anno consecutivo sarà possibile visitare la casa natale dello scultore Michele Tripisciano, restaurata dopo decenni di abbandono. Quest’anno la dimora ospiterà anche un laboratorio sulla lavorazione dell’argilla condotto da Marilù Viviano. Alla Saccara, la casa di padre Angelico Lipani continua ad ospitare attività sociali in favore degli abitanti della zona.
Il percorso di visita alle chiese parte da Sant’Antonio (che conserva l’Addolorata di Francesco Biangardi) e raggiunge San Giuseppe (con gli affreschi di Tommaso Pollace e la statua del patrono rivestita in oro), Santa Maria della Provvidenza, Santa Maria delle Grazie, San Domenico, fino all’abbazia di Santo Spirito, dove i frati cappuccini distillavano l’infuso che sarebbe diventato l’amaro Averna. Tra i luoghi da visitare non mancherà Palazzo Giordano, con le volte affrescate e le sculture di Sebastiano Messina. I Moncada ritorneranno nel Lapidarium del loro palazzo, tra mensoloni scolpiti, una ghigliottina borbonica e i ritratti di Francesco Guadagnuolo. Al Museo della satira “Luigi Mastrosimone” le caricature d’argilla dialogheranno con la mostra contemporanea “Icons” del Kollettivo Pink. A Villa “Lapadura” l’Officina degli artisti accoglierà le fotografie di Luciano Del Castillo, un’installazione sonora di Cristian Argento e Lucio Bacile e la pittura di Sara Arnau.
Nella Scuola-museo San Giusto è stata invece ricostruita un’aula degli anni Trenta del secolo scorso e nella caserma dei Vigili del Fuoco si potranno conoscere mezzi, attrezzature e lavoro del soccorso.
Sono imperdibili anche le esperienze che portano nell’ex scuola Luigi Monaco, restaurata come emeroteca della Biblioteca “Scarabelli”, aperta per la prima volta al pubblico con la mostra “Le mappe raccontano – L’epopea dello zolfo”, curata da Marcello Frangiamone. Sempre in biblioteca, chi vorrà potrà cimentarsi nella scrittura cinese con Armando Turturici, in omaggio al nisseno Girolamo Gravina, missionario in Cina nel XVII secolo. Il laboratorio “Musica e Parole”, con Federica Falzone e Damiano Gentile, completerà l’offerta esperienziale alla “Scarabelli”. Fuori città, il Forno Santa Rita e Adamantea racconteranno invece il pane e l’allevamento della capra girgentana. Il 18 ottobre una ciclopasseggiata raggiungerà Santa Caterina Villarmosa, attraversando borghi rurali, masserie e paesaggi dell’entroterra. Nel parco Sotto il Monastero sarà allestito un palcoscenico per rappresentare “Il mare di carta” di Ivan Giumento (sui fenomeni migratori) e “Saraceno di Sicilia” di Michele Celeste, che intreccia le voci dei poeti alle storie dei carusi di miniera.
La Giovane Orchestra Sicula, diretta da Raimondo Capizzi, eseguirà le grandi colonne sonore e, con “ALSAMT”, Alberto Antonio Foresta invita ad ascoltare la poesia in uno scenario fatto di pietre, accompagnato dal coro Diapasong diretto da Gabriele Ferrara.
Un programma vasto, troppo per essere descritto tutto insieme. Si rimanda così al sito https://www.leviedeitesori.com/caltanissetta/ per conoscere meglio luoghi, esperienze e numeri di un festival che migliora ogni anno che passa. Per conoscere origini, finalità e percorsi dell’intera manifestazione si rimanda invece a https://www.leviedeitesori.com/.