Capodanno 2026: una bella lezione dal cuore della città!

Gli ultimi avvenimenti determinati da Trump in Venezuela e le dichiarazioni successive in merito alla Groenlandia costituiscono uno sfregio alle speranze di pace riversate sul nuovo anno.
Sembra così lontana la notte di San Silvestro, quando la mobilitazione di sogni e speranze individuali ha reso, come accade di consueto a Capodanno, quasi elettrica l’atmosfera collettiva. Ogni persona col suo fardello di pensieri, aspirazioni; ostacoli da superare ed esperienze da iniziare nel nuovo anno alle porte. E tanti sguardi benevoli nei confronti di altri che, almeno per una notte, si percepiscono simili a sé. Questa era l’aria che si respirava la notte del 31 dicembre, tra donne e uomini; adulti e bambini; anziani e giovani; nisseni autoctoni e di nazionalità e cultura straniera: tutti insieme a fare il Capodanno nel centro storico di Caltanissetta.
La notte non era delle più calde ma scendere in piazza non implica il dress code di lustrini e paillettes e bastano una sciarpa di lana o un maglione pesante per averla vinta sull’inverno. In molti si chiedevano come sarebbe andata, visto che un evento come quello non si organizzava da anni. Ma i professionisti che hanno animato il “Time Machine” sono riusciti a riempire la piazza e a farla ballare sulle note di canzoni tutte diverse e intramontabili. Un format azzeccato, che ha coinvolto le persone presenti in un vero e proprio viaggio musicale condotto da presentatore, deejay; corpi di ballo; cosplayer; tiktoker; animatori sul palco; effetti speciali; coreografie e tanto altro. Promossa dall’amministrazione comunale, la serata è stata coordinata da Ernesto Trapanese e ha visto alternarsi sul palco, i deejay Andrea Castiglione; Roberto Gallà; Marco Giannone; Sesio e tanti altri protagonisti della serata, fra tutti il tiktoker Graziani e le ragazze e i ragazzi di Choros Arte Danza.
Insomma, in un mondo dilaniato dai conflitti, dove il dialogo sembra aver ceduto il posto alla violenza, una piccola piazza in festa in una delle tante periferie del mondo ha dimostrato che le persone comuni sono più avanti di chi li rappresenta e che è possibile ancora ballare, divertirsi e sognare tutti insieme. Una bella lezione davvero, dal cuore della città!