Coro di associazioni ambientaliste contro il bracconaggio in territorio nisseno

Un vero e proprio coro di associazioni ambientaliste si è scagliato, ancora una volta, contro il bracconaggio: Italia Nostra, Legambiente e WWF Sicilia Centrale hanno infatti inviato una nota alle autorità territoriali competenti, per denunciare la carenza cronica di vigilanza sulla caccia di frodo. Le storiche realtà associative hanno indirizzato il loro appello a Prefetto, Questore, Carabinieri, Guardia di Finanza, Corpo Forestale, Ripartizione Faunistico Venatoria, Libero Consorzio comunale e Procure della Repubblica di Caltanissetta ed Enna. Ragione fondamentale del documento, il fatto che, da ben dodici anni, l’ex Provincia non avrebbe più riattivato il servizio di vigilanza venatoria previsto tra le funzioni istituzionali dell’Ente di area vasta.
Il cartello di associazioni chiede quindi un «rafforzamento immediato della vigilanza faunistico-venatoria e dei controlli antibracconaggio».
Fin dai primi giorni dall’apertura, numerose sarebbero state le segnalazioni «da parte di residenti e frequentatori delle aree agricole del territorio provinciale: violazioni delle distanze di sicurezza nel tiro e inosservanza delle regole sull’esercizio della caccia». Secondo i firmatari dell’appello, si tratterebbe di episodi che si ripetono ogni anno e che coinvolgerebbero anche le Riserve naturali, oggetto di incursioni continue.
Per combattere queste forme di illegalità, Italia Nostra, Legambiente e WWF Sicilia Centrale chiedono di «garantire e implementare adeguati controlli faunistico-venatori e antibracconaggio, impedendo e reprimendo ogni abusivo abbattimento di animali selvatici. In particolare, si chiede – nelle giornate di attività venatoria previste per la stagione 2026-2027 – un’azione di vigilanza preventiva diffusa, attraverso un impiego coordinato delle risorse disponibili».