Gestione digitale del servizio mensa: le opposizioni chiedono chiarezza
Nei giorni scorsi, il Comune di Caltanissetta parlava di servizio mensa più semplice e trasparente per il nuovo anno scolastico e la novità era una gestione digitale pensata per le famiglie. Nel 2026-2027, le iscrizioni al servizio di refezione si potranno effettuare esclusivamente online.
«Questa scelta – ha sottolineato l’assessore alla Pubblica istruzione e Innovazione informatica Vincenzo Lo Muto in un comunicato stampa – consolida il percorso di digitalizzazione già avviato dal Comune, eliminando la modulistica cartacea per garantire procedure più semplici, trasparenti e accessibili a tutte le famiglie».
In definitiva, sarà possibile pagare la mensa attraverso il sistema PagoPA, il cui avviso verrà generato direttamente all’interno dell’App Archimede.
Sempre tramite Archimede, le famiglie, paganti ed esenti, dovranno confermare quotidianamente la presenza del proprio figlio al servizio mensa. In questo modo, Comune e gestore saranno in grado di programmare con precisione il numero dei pasti da preparare, ottimizzando l’organizzazione ed evitando sprechi alimentari.
Senza regolare iscrizione e relativo pagamento, il pasto non sarà erogato. «La corretta iscrizione e il costante utilizzo dell’App Archimede costituiscono lo strumento fondamentale per tutelare i bambini, garantendo un servizio sicuro e strutturato sulle reali necessità di ciascun alunno» ha precisato l’assessore.
«Il servizio di refezione scolastica non è una semplice prestazione amministrativa, ma è parte integrante della vita e dell’esperienza scolastica dei nostri bambini. L’Amministrazione comunale invita pertanto le famiglie a collaborare con il Comune e con le istituzioni scolastiche, utilizzando con regolarità l’App Archimede e comunicando tempestivamente ogni esigenza».
Un coro di “no” ai nuovi provvedimenti viene dai consiglieri comunali di tutti i gruppi di opposizione, che hanno presentato un’interrogazione al sindaco su queste nuove modalità di gestione.
«Non si contesta la digitalizzazione del servizio, che dovrebbe snellire le procedure, ma una digitalizzazione che, anziché eliminare adempimenti, li trasferisce interamente sulle famiglie» si legge nella lunghissima nota inviata dal consigliere Armando Turturici, della quale pubblichiamo qualche stralcio.
«L’amministrazione presenta il nuovo sistema come più semplice, trasparente e accessibile e stabilisce che le famiglie, comprese quelle esenti dal pagamento, debbano confermare quotidianamente attraverso l’App Archimede la presenza del proprio figlio al servizio mensa, ogni singolo giorno. La presenza degli alunni viene già rilevata ogni mattina dalla scuola attraverso il registro elettronico e non è comprensibile che quotidianamente questo adempimento debba essere assolto anche da ogni singola famiglia.
Lo stesso Comune di Caltanissetta, quando presentò Archimede nel novembre 2024, spiegò pubblicamente che la piattaforma avrebbe consentito agli insegnanti di inserire direttamente dall’aula la presenza a mensa dei propri alunni, confermandola o modificandola quotidianamente, con trasmissione immediata dell’informazione al gestore per determinare il numero dei pasti da preparare. Cosa è cambiato in meno di due anni? Perché una funzione che era stata espressamente pensata per essere gestita all’interno della scuola viene oggi trasformata in un obbligo quotidiano posto a carico dei genitori?
Il comunicato dell’amministrazione stabilisce che, in assenza della regolare iscrizione e del pagamento, il pasto non potrà essere erogato, ma non chiarisce altrettanto esplicitamente quali siano le conseguenze della mancata conferma giornaliera della presenza. E dunque, se il bambino è regolarmente iscritto, il servizio è stato pagato ma il genitore dimentica di confermare la presenza sull’app, quel bambino riceverà il pasto oppure no?
Cosa accade se la presenza viene registrata per errore e il bambino non usufruisce della mensa? Il pasto viene comunque contabilizzato? Con quali modalità viene corretta la posizione della famiglia?
Per l’ennesima volta ribadiamo che su questioni che riguardano bambini e famiglie non possono esistere zone grigie.
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Ad essere poco chiaro è, altresì, l’aspetto economico.
La guida informa che il sistema funziona attraverso il pagamento anticipato e che i pasti pagati ma non consumati vengono recuperati automaticamente nel bollettino PagoPA del mese successivo.
Questo meccanismo, se da un lato risponde certamente al problema del recupero economico del pasto non consumato, dall’altro apre una delicatissima questione di fondo, soprattutto in un momento di gravissima crisi economica.
Le famiglie, in sintesi, dovranno anticipare l’intero importo mensile, e questo, inevitabilmente, potrà incidere diversamente sui nuclei familiari in relazione alla loro condizione economica».
Queste sono solo alcune delle obiezioni sollevate dalle opposizioni, che chiedono al sindaco di fare chiarezza.