20 Maggio 2026
Buona idea

Strada per Pian del Lago senza illuminazione nelle ore notturne: il consigliere Turturici chiede un intervento

A Caltanissetta esistono problemi che, nonostante richiedano immediata risoluzione, rimangono costanti nel tempo. Uno di questi è stato denunziato ormai da anni e riguarda la strada che porta al Centro Accoglienza per Richiedenti Asilo (CARA) e Centro di Permanenza e Rimpatrio (CPR) di Pian del Lago, al buio nelle ore notturne. Si tratta di una strada che, in passato, è stata più volte teatro di investimenti automobilistici di pedoni e che, per l’alto rischio in tal senso, non smette di far parlare di sé. Pertanto, riceviamo e pubblichiamo integralmente la nota a mezzo stampa del consigliere comunale Armando Turturici, che auspica in proposito l’intervento delle istituzioni competenti.

 

«Giorno 16 aprile 2026 ho inviato una formale richiesta di intervento al Presidente del Libero Consorzio Comunale di Caltanissetta, nonché Sindaco del capoluogo, avv. Tesauro, e a Sua Eccellenza il Prefetto, dott.ssa Messina per denunciare una situazione grave, nota e denunciata da anni e ancora oggi irrisolta, relativa alla strada Provinciale n. 5, nel tratto tra il Bivio Minichelli e il C.A.R.A. di Pian del Lago.

Parliamo di circa 600 metri di strada completamente al buio, attraversati ogni giorno, anche nelle ore notturne, da persone che rientrano al centro a piedi, in bicicletta o con monopattini, spesso senza alcuna illuminazione. Non esiste un percorso pedonale continuo e sicuro, non ci sono protezioni, e quando piove si formano ristagni d’acqua che peggiorano ulteriormente una situazione già estremamente pericolosa.

Non siamo di fronte a un’emergenza improvvisa, ma a una criticità strutturale, conosciuta e segnalata da tempo. Perché non si è ancora intervenuti?

La Regione Siciliana ha di recente assegnato al Comune di Caltanissetta circa 375 mila euro come compensazione per la presenza del C.A.R.A. Risorse che, per logica e responsabilità, dovrebbero essere utilizzate anche per garantire la sicurezza della viabilità che al centro conduce.

Se il Libero Consorzio non dispone di fondi sufficienti, si trovino le soluzioni: si utilizzino queste somme o si attivino ulteriori richieste alla Regione. Ciò che non è più tollerabile è l’inerzia.

Le recenti e drammatiche vicende di Niscemi devono essere un monito di cosa accade quando si sottovalutano rischi noti e si rinviano interventi necessari: non si può continuare ad agire solo dopo che si è verificata una tragedia. La prevenzione è un dovere preciso delle istituzioni, non una scelta discrezionale. Dobbiamo attendere il morto per intervenire?»

 

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