Un bilancio partecipato da ventisei. Riflessione di Ester Vitale

Ester Vitale

Riceviamo e pubblichiamo una lettera di Ester Vitale sulla questione del bilancio partecipativo comunale, già attenzionata da Loredana Rosa:

«Leggo sul giornale La Sicilia di ieri, l’articolo a firma Luigi Scivoli “Presentate 26 proposte progettuali” con riferimento, evidentemente, ai fondi messi a disposizione dal Comune attraverso il Bilancio Partecipativo. Con rammarico devo dire che 26 non sono i progetti ma piuttosto i voti riportati dai progetti!
Davvero pochi per parlare di partecipazione. Nonostante questo penoso risultato, ieri l’altro, l’Amministrazione ha voluto insistere con la “giornata della partecipazione”. Bene, io ho assistito alla parte pomeridiana della giornata e devo dire che le presenze erano davvero poche. Si commentava, che c’erano più assessore/i che ospiti!
Naturalmente qualunque iniziativa che valorizzi la partecipazione va sostenuta e incoraggiata ma bisogna intendersi sul significato di partecipazione. L’iniziativa di martedì, ad esempio, non dava spazio a dibattito prevedendo una comunicazione a senso unico da parte della Giunta. Un bel controsenso se si parla di partecipazione. Non si può far credere al popolo di essere sovrano solo perché dispone del televoto, o di un click su una piattaforma. Il processo di partecipazione dei cittadini e delle cittadine alla vita della Città va costruito dal basso, come giustamente faceva notare nel suo intervento il Dr Cavaleri, ed è fatto di coinvolgimento e di condivisione, nei limiti del possibile, certo.
Francamente ritengo che un numero così esiguo di votanti non può validare la votazione di un Bilancio partecipativo, se non dal lato della legittimità sicuramente da quello dell’opportunità. Meglio sarebbe rifare tutto daccapo».

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