Una rete comune contro le violenze sugli animali

“Inferno dei pitbull”: a Gela, un’operazione congiunta di Polizia e reparti specializzati dei Carabinieri ha portato al sequestro preventivo, disposto dal Gip del Tribunale locale, di 13 cani, tra cui quattro cuccioli e una femmina incinta. I sei soggetti, indagati a vario titolo per un presunto giro di scommesse e combattimenti clandestini hanno un’età compresa tra 22 e 46 anni. Secondo l’ipotesi investigativa, ai presunti scontri avrebbero assistito anche minori e tra il materiale sequestrato dalle forze dell’ordine figurano catene, pesi e farmaci anabolizzanti per rendere gli animali più aggressivi. Sempre secondo quanto emerso provvisoriamente dalle indagini, i maltrattamenti venivano filmati e diffusi in rete. La vicenda ha lasciato sgomenta la società civile, spingendo diverse figure istituzionali e associative a prendere una posizione pubblica.
«Ringraziamo il Procuratore Vella ed i suoi Sostituti titolari di questa indagine, che hanno egregiamente coordinato le complesse attività investigative dimostrando una particolare sensibilità e attenzione nei confronti della tutela dei diritti degli animali», ha dichiarato in una nota il presidente di WWF Sicilia Centrale, Ennio Bonfanti. «Il nostro vivo apprezzamento va anche agli oltre 30 uomini – tra Poliziotti del Commissariato di Gela e militari dei reparti specializzati dell’Arma dei Carabinieri (SOARDA di Roma, CITES di Palermo e Centro Anticrimine Natura di Agrigento) – che hanno svolto le attività d’indagine con particolare e lodevole impegno e tenacia, poiché è stato efficacemente contrastato l’odioso e barbaro fenomeno della cinomachia, un’attività illegale particolarmente violenta organizzata a fini di lucro e di scommesse».
Ai ringraziamenti verso la magistratura e le forze dell’ordine si unisce il consigliere comunale nisseno e volontario animalista Armando Turturici. In un comunicato stampa, l’esponente politico ha colto l’occasione per diffondere alcuni dati del Rapporto Zoomafia LAV 2026: «nel 2025 in Italia sono stati aperti mediamente oltre 21 procedimenti al giorno per reati contro gli animali, con circa 15 persone indagate ogni giorno. E mentre i procedimenti sono diminuiti rispetto al 2024, il numero degli indagati è aumentato dell’8,55%.
Ancora più preoccupante è ciò che emerge guardando alla nostra provincia: nei dati del Rapporto Zoomafia 2024, riferiti al 2023, Caltanissetta registrava 35 procedimenti per reati contro gli animali. Nel dato più recente disponibile riportato dal Rapporto Zoomafia 2026, riferito al 2025, i procedimenti risultano 61. Significa un aumento di circa il 74% in due anni».
Turturici ha quindi rivolto un plauso al WWF «per la costanza con cui continua a denunciare il fenomeno della zoomafia nel nostro territorio» estendendo il riconoscimento a «tutti i volontari e gli animalisti che ogni giorno, senza clamore e senza alcun interesse personale, si trovano a combattere sul campo».
Parole che trovano riscontro nella stessa nota dell’associazione ambientalista, secondo cui nel Nisseno questo fenomeno sarebbe pericoloso e diffuso. «Purtroppo, non possiamo sottacere che nella nostra provincia manca un’adeguata e costante attività di repressione dei maltrattamenti, sevizie e altri reati in danno degli animali – denuncia Bonfanti – forse perché ancora ritenuti delitti e reati “di serie B” o comunque di scarso allarme sociale. […] Pertanto, ci auguriamo che, sull’onda di questa brillante operazione, possa attivarsi una proficua sinergia con gli organi istituzionali competenti in materia (Prefettura, Questura, Forze di Polizia, Comuni e Servizi Veterinari) per promuovere un adeguato contrasto allo sfruttamento illegale ed al maltrattamento degli animali».
Un auspicio pienamente condiviso anche da Turturici, che invita a «rispondere con la forza della legge, delle istituzioni e della comunità civile».