16 Luglio 2024
Il fatto

Anche Caltanissetta protesta contro l’autonomia differenziata

Foto tratta dal sito web della FLC CGIL
No all’autonomia differenziata, no alla secessione dei ricchi: è questo lo slogan dei cinquanta nisseni che prenderanno parte alla manifestazione organizzata dal Comitato No Autonomia Differenziata, che si terrà domani, 16 marzo, a Napoli.
Il pullman per recarsi nella città partenopea è stato messo a disposizione dalla FLC CGIL di Caltanissetta per protestare contro quello che si configura come un vero e proprio progetto separatista, già approvato dalla Camera dei Deputati. Un progetto maturato – si legge in un comunicato stampa della CGIL, firmato dal segretario provinciale Diego Stagno – «nel silenzio dei mass media e con la complicità di parecchi partiti politici e organizzazioni sociali».
Il sindacato procede andando al cuore del problema e cioè all’imposizione fiscale: «le regioni “ricche” chiedono che i tributi che i cittadini versano allo stato rimangano per l’80% nei territori e che su ventitré materie gestite dallo Stato e dalle Regioni la competenza legislativa diventi, a richiesta, esclusiva delle Regioni. Tra le materie interessate vi sono la scuola, la sanità, l’ambiente, i trasporti, i rapporti con l’UE e così via.
Il provvedimento prevede che In tutti i settori lo Stato dovrà assicurare a tutte le Regioni i Livelli Essenziali delle Prestazioni (LEP); poi le regioni che avranno maggiori risorse potranno in modo esclusivo come impiegarle. Il che significa, per fare un esempio nel settore scolastico, che i concorsi saranno regionali, la mobilità del personale potrà essere limitata, i programmi scolastici potranno essere diversi facendo venir meno il valore legale del titolo di studio, le classi formate con numeri diversi in virtù delle risorse disponibili, i contratti di lavoro, essendo regionalizzati, potranno prevedere diritti diversi e retribuzione diversa, tornando alle vecchie “gabbie salariali”.
Poiché il disegno di legge prevede che la “riforma” dovrà avvenire a costo zero, è facile immaginare che se i tributi che oggi lo Stato distribuisce a tutte le regioni dovranno rimanere per larga parte in Padania, le risorse destinate al Sud si ridurranno e il secolare divario con le regioni del Nord sarà destinato ad aumenterà». Il Comitato No Autonomia Differenziata è nato da un gruppo di docenti ma si è allargato fino a comprendere gli altri settori oggetto del disegno di legge Calderoli.

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