Caltanissetta a domicilio: intervista a Irene Bonanno

In questi giorni, sedersi davanti al computer e informare è un lavoro di tutto rispetto. In tempi di pandemia sono nate, a Caltanissetta, diverse pagine Facebook di supporto alle aziende che effettuano la consegna a domicilio. Una delle prime ad avere quest’idea è stata Irene Bonanno, una laurea in Scienze politiche e un dottorato di ricerca sul Marketing turistico alle spalle. Qualche mese fa, Irene ha realizzato un’indagine di Customer satisfaction sui turisti e visitatori a Caltanissetta, condotta per la Rete Museale, Culturale e Ambientale del Centro Sicilia e pubblicata sull’ultimo numero della rivista del Rotary club. Le abbiamo chiesto lumi sulla pagina, sul tempo che occorre ad aggiornarla e sulle ore di lavoro che richiede.

Irene Bonanno

Intanto, come stai?

«Personalmente vivo questi giorni come una lunga attesa a casa mia, insieme alla mia famiglia. Il rincorrersi di misure sempre più restrittive ti costringe a riflettere su tante cose e soprattutto a trovare strategie di adattamento sempre nuove. Al momento più che a “come stai?” sento di poter rispondere con una certa sicurezza alla domanda “dove stai?” A casa. Questa è l’unica cosa certa».

Parliamo della pagina “Caltanissetta a domicilio”. Quando nasce, a cosa serve e quante aziende mette insieme?

«La pagina nasce giorno 9 marzo, subito dopo l’emanazione del decreto dell’8 marzo che invita soprattutto anziani e persone fragili a restare a casa, a causa della diffusione del Covid-19. La pagina nasce quindi dall’esigenza di poter mettere queste persone nelle condizioni di poter usufruire di servizi di consegne a domicilio, senza muoversi da casa. Così la pagina diventa lo spazio gratuito di tutte quelle attività commerciali e non che offrono servizi di consegna e consulenza a domicilio per rispondere a un bisogno, quello delle persone che per diverse ragioni devono limitare, se non addirittura evitare, il muoversi da casa. Le aziende, gli esercizi sono tantissimi. Sono presenti farmacie, attività di ristorazione che offrono cucina pronta, piccoli negozi di generi alimentari, fruttivendoli, panifici, pasticcerie, caffè. Si passa poi a chi offre servizi assicurativi e postali, consegne di giornali e prodotti editoriali, ferramenta, fai da te, elettronica e prodotti per animali. Per finire si trovano elettricisti, idraulici e manutentori per attività indifferibili».

Chi sono gli amministratori o le amministratrici?

«La pagina è amministrata e gestita da me, Michael Gabriel Miccichè e Francesca Mugavero».

Mi descrivi la giornata tipo del vostro lavoro? Aggiornate quotidianamente la pagina? Le aziende, man mano che passano i giorni, si vanno aggiungendo o diminuiscono, data la situazione…

«Le prime giornate sono state caratterizzate dalle numerose richieste che pervenivano in ogni momento. La strategia di aver scelto la semplice pagina Facebook (e non un sito web, sicuramente più distaccato e farraginoso) si è subito dimostrata la migliore. Essendo il social più pervasivo, snello e veloce, in pochissimo tempo ha consentito di condividere le attività che si rendevano disponibili e al contempo, però, veniva realizzato un database contenente i dati delle attività. Questo ha impegnato noi tutti per parecchie ore al giorno, soprattutto la prima settimana. Le aziende al momento sono cresciute di numero e solo due si sono ritirate. Gli aggiornamenti sono comunque quotidiani».

Avete un riscontro del lavoro che fate? Voglio dire, ci sono cittadini e cittadine che vi contattano per avere informazioni o anche solo per ringraziarvi del servizio che offrite?

«La pagina Facebook consente di avere un’interazione diretta con le tantissime persone che ci pongono domande e chiedono informazioni. Dalla sua apertura, la pagina conta più di 2300 persone che la seguono. Ci contattano in tanti e il bello è proprio questa interazione continua, la costruzione di una piccola comunità all’interno della quale trovi sempre qualcuno che può indirizzarti. Ci contattano anche persone anziane che ci chiedono come possono avere la spesa a casa e noi li mettiamo in contatto con la cooperativa Etnos, che cura il progetto solidale “Non vi lasciAMO soli”, dedicato proprio alle fasce più deboli. Non mancano neanche le attestazioni di gratitudine».

Come vivete questo momento, quante ore, della vostra giornata, trascorrete a lavorare per questa pagina?

«A questa pagina ci siamo appassionati subito e non potrebbe essere diversamente perché richiede tempo e cura, soprattutto nell’aggiornamento quotidiano della lista. Ma ciò che ci rende orgogliosi è la collaborazione che abbiamo instaurato con la Confcommercio che ci dà informazioni aggiornate; con l’Unione italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti di Caltanissetta, che condividono nel loro sito la nostra lista aggiornata; con la cooperativa Etnos, della quale promuoviamo l’iniziativa, patrocinata dal Comune di Caltanissetta, del servizio di consegna a domicilio gratuito. E oggi la sezione nissena della Croce Rossa ci ha richiesto l’ultima lista aggiornata».

Trovate che esistano, a Caltanissetta, altre iniziative come la vostra, che è stata la prima, mi pare. Come vi rapportate ad esse, c’è collaborazione?

«Esistono molte altre iniziative che puntano proprio sulla consegna gratuita a domicilio della spesa, quelle di Etnos, dell’associazione sportiva di Rugby, della Croce Rossa e altre iniziative spontanee promosse da gruppi di ragazzi. Ma sicuramente ce ne saranno tante altre. Tutte queste vengono promosso nella nostra pagina e sono presenti nell’elenco che ogni giorno condividiamo tramite social».

 

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