«Caro Sindaco, non insegua l’onda disumana»: lettera di Caltanissetta antirazzista a Roberto Gambino

Ancora sulla lettera del sindaco di Caltanissetta al premier Conte, riceviamo e pubblichiamo la lettera aperta di Caltanissetta antirazzista:

«Carissimo Signor Sindaco, le confessiamo che condividiamo un solo rigo della sua lettera inviata al Presidente del Consiglio: “Le nostre città stanno diventando delle bombe a orologeria”. Ma le ragioni che lei indica per sostenere questa preoccupazione a noi appaiono assolutamente parziali, si sommano ad altre improvvide affermazioni, alimentano un sentimento sempre più diffuso di intolleranza, razzismo, foriere di tensioni ingiustificate.

È vero, le nostre città sono polveriere: disagio sociale cresciuto a dismisura, decenni di tagli alla spesa sociale,  depauperamento progressivo della rete di servizi di prossimità, di ascolto, di accoglienza ed accompagnamento di persone fragili, espulse e private dei diritti di cittadinanza (che vogliamo rammentarle non è il votare in una qualche piattaforma digitale) sono le ragioni vere, e non pretestuose, del rischio che lei paventa.

Avevamo sperato che lei non si unisse al coro di tristi personaggi alimentatori di odio per mero interesse elettorale, che avesse il coraggio e la onesta intellettuale di dire che la vicenda covid ha svelato drammaticamente ciò che in tanti, ma inascoltati, dicono da decenni: i migranti non sono che una piccola parte di un serbatoio (Bauman la definisce discarica) pieno di disperati e disperate, di anziani e anziane, donne, ragazze e ragazzi, uomini che non riescono più ad immaginare un futuro, a costruire e progettare un autonomo percorso di vita.

Piuttosto che rivendicare improbabili azioni risarcitorie verso presunti disagi che alla città sono venuti dalla presenza del centro di Pian del Lago (disagi che nessuno sa indicare ma che anzi, a leggere con attenzione quando detto in Consiglio Comunale, ha rappresentato una fonte di reddito, per anni, di non pochi nisseni e nissene) le suggeriamo di scrivere al Presidente del Consiglio per chiedere che una quota significativa delle risorse che possono venire dalla Unione Europea siano destinate al sud, alla nostra regione, per ripristinare una rete di servizi socio sanitari adeguata e capace di rispondere ai bisogni di chi vive situazioni di marginalità e di abbandono. Che queste risorse siano impegnate a garantire progetti di sviluppo autocentrati, sostenibili e di lunga prospettiva per restituire la possibilità alle nostre ragazze e ragazzi di progettare qui il loro futuro, di poter scegliere di andare via dalla nostra terra, dalla nostra città per seguire un progetto ben definito e non per disperazione.

Le rammentiamo signor Sindaco che la nostra città in passato è stata tra le prime ad aderire, a progettare e sperimentare una modalità di accoglienza diversa dai grandi centri di accoglienza collettivi. Una modalità che il precedente governo ha smantellato. Denunci questo signor Sindaco, rivendichi il ruolo significativo che la nostra città ha offerto nella realizzazione del sistema SPRAR. Denunci che è inaccettabile che un paese di 60 milioni di abitanti, di oltre 8000 comuni vada in affanno per l’arrivo di meno di 2000 persone (questi sono i numeri reali del mese di agosto). Denunci che è inaccettabile affrontare la questione migranti solo in termini securitari.

Caro signor Sindaco sia capace di trovare parole di ragionevolezza, umanità, non insegua l’onda disumana che monta ogni giorno di più nel nostro paese, sia capace di nuotare un po’ contro corrente».

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