Colpo di spugna sul linguaggio di genere: il Comune torni indietro!

Foto tratta da Facebook
Lidia Trobia

Riceviamo e pubblichiamo la richiesta che Lidia Trobia, portavoce di Onde donneinmovimento, ha indirizzato al sindaco, ai consiglieri comunali e alla giunta per chiedere la revoca della delibera con la quale è stato eliminato il linguaggio di genere dal Regolamento della partecipazione civica. Il testo della richiesta è il seguente:

«Al Presidente e ai/alle Componenti del Consiglio Comunale

Al Sindaco e alla Giunta Comunale Caltanissetta

Con Deliberazione di Giunta Comunale n. 43 del 20/05/2020 l’Amministrazione Comunale ha manifestato la volontà di sottoporre all’esame del Consiglio Comunale il regolamento della partecipazione civica e il Consiglio Comunale in data 8/7/2020 ha approvato la Deliberazione N. 19 Regolamento partecipazione civica.

Le Consigliere e i Consiglieri della maggioranza hanno presentato 79 emendamenti, di cui 48 volti esclusivamente ad eliminare dalla stesura del regolamento l’uso del linguaggio di genere. Tutti gli emendamenti sono stati approvati con voto favorevole dai/dalle rappresentanti della maggioranza e l’astensione dei/delle rappresentanti dell’opposizione.

Il Regolamento sulla partecipazione civica pertanto è stato approvato nella versione emendata dal linguaggio di genere.

Il Consiglio Comunale ha una composizione perfettamente paritaria: 10 Consigliere e 10 Consiglieri, la maggioranza vede addirittura una prevalenza delle Consigliere, 8, a fronte di 6 consiglieri; questo in sé rappresenta un valore assoluto e Onde donneinmovimento non può che compiacersene, tuttavia la composizione paritaria di genere non assolve né dalle responsabilità né dalle critiche per gli errori commessi. L’accanimento con il quale è stata perseguita l’eliminazione del linguaggio di genere dalla stesura del documento purtroppo conferma quanta subalternità hanno prodotto secoli di patriarcato; il potere maschile si esprime anche attraverso il linguaggio (Il linguaggio non è mai uno strumento neutro, perché dà forma e voce al modo in cui gli esseri umani pensano, interpretano la realtà e agiscono nel mondo. In generi e linguaggi; Università di Padova), inoltre “il concetto di “parità” tra uomo e donna è stato a lungo interpretato come adeguamento al modello maschile: essere definita con un titolo maschile significava il riconoscimento della parità con l’uomo, mentre quello femminile suonava inferiore” (Cecilia Robustelli, linguista e accademica della Crusca, NOIDONNE, intervista).

Ma la mancanza di consapevolezza non giustifica l’assenza di competenza. Sono ormai numerosi gli studi che hanno prodotto raccomandazioni linee guida, direttive e decreti ( già nel 2008 il Parlamento europeo ha adottato linee guida multilingue sulla neutralità di genere nel linguaggio ) volti a favorire la trasparenza degli atti amministrativi che non può prescindere da una corretta comunicazione senza la quale si rischia di vanificare la trasparenza dell’atto stesso. Portiamo solo ad esempio le linee guida adottate dal Consiglio Regionale del Piemonte in un corposo documento cui ha aderito, tra gli altri, anche il Comune di Torino (infatti nel sito ufficiale Chiara Appendino è denominata la sindaca. http://www.comune.torino.it/giunta/composiz.shtml). Il linguaggio di genere mira a facilitare l’individuazione di tutti i soggetti destinatari pertanto rientra nel più vasto ambito della trasparenza del linguaggio amministrativo e di una corretta comunicazione in ossequio ai generali principi ispiratori della riforma della P.A. In contrasto con quanto sopra detto il Consiglio Comunale di Caltanissetta con la Deliberazione n.19 dell’8/7/2020 ha adottato un atto annullabile in quanto viola le numerose e reiterate direttive nazionali e regionali in materia di linguaggio e comunicazione; pertanto volendo preservare il Comune di Caltanissetta dal perseverare nell’errore, Onde donneinmovimento,

CHIEDE

all’Amministrazione Comunale di revocare in autotutela la delibera di che trattasi ed il relativo Regolamento adottato. In mancanza, Onde preannuncia l’intendimento di impugnare delibera e Regolamento con ricorso al Presidente della Regione, essendo decorsi i termini di 60 giorni previsti per il ricorso al TAR in presenza di una delibera immediatamente esecutiva.

Onde donneinmovimento offre la propria competenza per proporre suggerimenti e specifici programmi di formazione e sensibilizzazione rivolti a Uffici e organi istituzionali per il corretto uso del linguaggio di genere».

 

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