Giornata mondiale della Salute mentale: rinnovare l’impegno per le persone più fragili. Riflessioni della “Ligabue”

In occasione della Giornata mondiale della Salute mentale, riceviamo e pubblichiamo il comunicato stampa dell’associazione Ligabue, firmato dal segretario Claudio Lombardo e dal presidente Salvatore Pecoraro:

«“Eravamo praticamente le ombre dei gironi danteschi, condannati ad una espiazione ignominiosa che però, a differenza dei peccatori di Dante, non aveva dietro sé colpa alcuna.” Da L’altra verità di Alda Merini

C’è una cosa che colpisce in questa frase di Alda Merini “eravamo praticamente le ombre…” perché è questa la verità più profonda che circonda le persone che soffrono di una qualsiasi forma di disagio o malattia psichica: l’invisibilità, il non essere alla luce del sole, il celare a se stessi le proprie fragilità, figlia e frutto di una altrettanto e spietata disposizione sociale che suggerisce di celarle, nasconderle, di tener nascoste le persone che soffrono, che stanno male. Non c’è spazio, non c’è posto nelle nostre città, nei nostri quartieri, nei nostri territori, nei ritmi di vita imposti dalla competizione postmoderna per le persone fragili.

E se in passato il voler celare, nascondere passava attraverso la brutale strada dell’internamento, della condanna senza colpa e processo, oggi questa disposizione sociale passa attraverso forme più subdole, nascosta dentro le pieghe di patinate affermazioni, di solenni impegni e di un desolante vuoto di iniziative, di azioni concrete per sostenere quelle persone che vivono il disagio psichico.

Perché è questa la drammatica verità: a 42 anni dalla approvazione della legge Basaglia poco o nulla è cambiato nella quotidianità del disagio psichico. Certo importanti e significative esperienze di trattamento alternativo sono state realizzate in molte aree del nostro paese, ma il quadro complessivo resta desolante, sconfortante.

Oggi ricorre la Giornata Mondiale della Salute Mentale e sappiamo già che sarà infiocchettata di nuove e solenni prese di posizione, di impegni e promesse che già domani finiranno per essere accantonate, sostituite da altre e nuove dichiarazioni a favore di questo o quell’altro problema.

Per noi oggi, come ieri, come domani, resta e resterà una giornata di denuncia delle inefficienze di chi ha il dovere di assicurare percorsi reali di tutela delle persone che soffrono. Resta e resterà un altro giorno di impegno a fianco dei nostri parenti, amici, conoscenti sofferenti.

Denuncia delle condizioni di assoluta precarietà in cui versa, per esempio, il Dipartimento di Salute Mentale della nostra Provincia. Vogliamo denunciare con forza la assoluta carenza di personale, di risorse, strumenti, mezzi necessari ad assicurare quei servizi che la legge impone. Quel poco che il nostro sistema sanitario eroga lo si deve alla abnegazione dei pochi operatori sanitari e parasanitari rimasti in servizio. A fronte di questo impegno fa da contraltare il silenzio dei vertici della nostra azienda sanitaria: abbiamo più volte richiesto di incontrarli per avviare un confronto ed individuare soluzioni condivise, richieste rimaste inevase, cadute nella indifferenza più assoluta.

Denuncia nei confronti della Regione Siciliana, anche lei solerte e sontuosa nei momenti “celebrativi”, ridonante quando si tratta di elaborare piani e progetti che poi restano miseramente solo una montagna di carta.

Tutto questo mentre crescono le forme di disagio psichico, la depressione, la paura, i suicidi e i tentati suicidi, gli atti di autolesionismo. Un disagio che si intreccia al crescente disagio sociale, alla precarietà, all’incertezza che contrassegna la vita di tutti ma che sulle persone più fragili provoca effetti dirompenti.

La vicenda della pandemia ha acuito, amplificato a dismisure il disagio delle famiglie che hanno al loro interno persone che soffrono. La loro solitudine era già insopportabile prima ancora della pandemia, in questi mesi è cresciuta ancora, si è dilatata, gli esiti, sappiamo già, non potranno che essere, se non si interviene immediatamente, che un’ulteriore crescita del disagio, in uno spirale dolorosa e perversa.

Abbiamo detto che per noi, per la nostra associazione di persone e di familiari che vivono il disagio psichico, questa è una giornata di lotta e di impegno: dalle prossime settimane sarà attivo un centro di ascolto, di aiuto e consulenza al servizio di chi vive il disagio psichico, dei loro familiari ed amici. Sempre nelle prossime settimane avvieremo un corso di ortoterapia rivolto sia a persone con disagio psichico ma anche a tutti coloro che volessero acquisire le conoscenze di base per l’avvio di un orto domestico.

È la nostra maniera di stare dentro questa giornata, rinnovando un impegno che per la nostra associazione dura da oltre venti anni, per e con le persone più fragili».

 

 

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