Corruzione e truffa a Caltanissetta: domani interrogatorio davanti al gip
Innocenti fino a prova contraria: i nomi eccellenti della politica regionale e locale e i lavoratori dello spettacolo, balzati agli onori delle cronache cinque giorni fa, saranno interrogati domani dal gip Santi Bologna.
Nei giorni scorsi, la notizia delle indagini ha comunque scatenato le reazioni di cittadini, associazioni e partiti, per l’entità del presunto reato in relazione all’identità di due degli indagati e all’influenza politica che esercitano in territorio siciliano e nisseno.
Primo fra tutti, Michele Mancuso, componente della Commissione antimafia e deputato regionale di Forza Italia indagato per corruzione. Per lui, la Procura di Caltanissetta ha chiesto gli arresti domiciliari con l’accusa di avere ricevuto dodicimila euro per favorire l’associazione nissena “GenteEmerGente”.
Tra gli indagati, per i quali è stata chiesta la stessa misura, l’ex sindaco di Sommatino ed ex consigliere comunale di Caltanissetta, Lorenzo Tricoli. Secondo l’accusa, quest’ultimo avrebbe consegnato, in tre tranche, i dodicimila al deputato originario di Milena, per far ottenere un finanziamento regionale di novantotto mila euro all’associazione “Asd Gentemergente”.
Questo il fatto principale, che chiama in causa anche Ernesto Trapanese, Manuela Trapanese e Carlo Rizioli, dell’associazione “GenteEmerGente”. Ai fratelli Trapanese, legati a Tricoli da vincoli di parentela, e al Rizioli, marito della Trapanese, si contesta l’ipotesi di aver concorso alla gestione dell’associazione e alla rendicontazione dei contributi regionali, beneficiandone in gran parte. Secondo l’ipotesi accusatoria, solo ventimila euro sarebbero stati destinati all’organizzazione degli spettacoli.
Ad Eugenio Bonaffini è stato invece contestato il reato di truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche ma non l’ipotesi corruttiva. Sarebbero state emesse fatture gonfiate per quarantanove mila euro per dimostrare la spesa. Nell’ambito delle indagini è stato disposto il sequestro di circa settanta mila euro. Venerdì scorso, durante le perquisizioni fatte al deputato regionale di Forza Italia, sono stati infine trovati duemila euro, ritenuti sospetti.
Ad oggi, nessuno degli indagati è ai domiciliari perché sarà il gip a decidere se convalidare la richiesta di arresto. La notizia dell’indagine ha tuttavia scatenato diverse reazioni istituzionali e politiche: «Esprimo piena fiducia nel lavoro della magistratura» (il sindaco Walter Tesauro).
«Al di là di eventuali responsabilità penali […] è il modello di gestione del potere della destra siciliana che si rivela sempre più inaccettabile» (PD provinciale).
E ancora: «Mentre la cronaca giudiziaria parla di corruzione e di malaffare, la realtà quotidiana dei cittadini nisseni è fatta di sanità al collasso, infrastrutture fatiscenti e una crisi occupazionale che non accenna a placarsi» (CGIL provinciale).
«Il Sindaco e Presidente del Libero Consorzio Walter Tesauro deve prendere le distanze da chi è coinvolto nell’inchiesta a qualsiasi titolo» (l’ex sindaco Roberto Gambino).
«L’amministrazione collabori con gli organi inquirenti in piena trasparenza, mettendo a disposizione ogni atto utile» (il consigliere comunale Armando Turturici di “Futura – Costruiamo insieme la città”).
«Il deputato Mancuso, in tutte le sedi istituzionali e mediatiche, ha sempre vantato un legame politico e personale con Tesauro. Chiediamo le immediate dimissioni del sindaco Walter Tesauro e ci aspettiamo che Forza Italia faccia lo stesso» (i deputati Ismaele La Vardera e Carmelo Miceli).
«Mancuso è il deputato di riferimento del sindaco e presidente della Provincia Walter Tesauro, e insieme a Tricoli ne costituisce la regia politica […]. Per questo la città ha diritto a verità e discontinuità: siamo davanti a condotte che chiamano in causa responsabilità politiche precise» (Area Civica).
«Caltanissetta ha diritto a istituzioni limpide e a una classe dirigente capace di considerare l’amministrazione come servizio» (PD Caltanissetta).
Fatto salvo il principio secondo il quale gli imputati non sono considerati colpevoli fino a sentenza definitiva, la notizia dell’indagine ha riportato al centro del dibattito politico il tema della questione morale, in Sicilia e nella nostra provincia. Per quanto riguarda invece gli aspetti giudiziari, la giornata di domani aggiungerà nuovi e importanti sviluppi alle vicende fino ad oggi discusse.