Di Giorgio Armani e dell’eleganza: le reazioni alla morte del re della moda

Funerali in forma privata, per il re della moda Giorgio Armani, venuto a mancare il 4 settembre scorso. Chiusa nel tardo pomeriggio, la camera ardente allestita all’Armani Silos, che ha visto oltre seimila persone rendere omaggio allo stilista, riaprirà domani mattina per l’ultimo saluto prima dei funerali di lunedì. Tantissime le reazioni alla morte di Armani, anche a Caltanissetta. La misura di questa partecipazione la danno i social media ma anche le note a mezzo stampa pervenute in redazione. Come quella inviata dall’”Osservatorio di Arte contemporanea”, per raccontare il nuovo omaggio pittorico – collage dell’artista Francesco Guadagnuolo, “Nel rosso dell’eleganza: Giorgio Armani oltre la moda”.
«Al centro» – si legge nel comunicato – «il volto di Armani: non idealizzato, ma umano, pensoso, quasi assorto nel silenzio che segue la creazione. Intorno a lui, un abito rosso da donna, fluido e vibrante, che si prolunga nel collage fino a culminare in un paio di scarpe rosse. Non è solo un tributo alla sua arte sartoriale, ma un gesto simbolico potente.
Il rosso scelto da Guadagnuolo non è casuale. È il colore del sangue, della passione, della ferita. È il colore che, da anni, l’artista impiega per denunciare la violenza sulle donne e il dramma del femminicidio. In questo contesto, l’abito e le scarpe diventano emblemi di una bellezza che non è mai stata superficiale, ma profondamente rispettosa del corpo femminile, della sua dignità, della sua forza. Armani ha vestito le donne non per esibirle, ma per proteggerle, per esaltarne l’identità senza mai tradirla.
L’opera di Guadagnuolo è quindi duplice: da un lato celebra il Maestro della moda, dall’altro lo inserisce in una narrazione più ampia, quella dell’impegno civile. È come se l’artista ci dicesse che l’eredità di Armani non è solo estetica, ma anche etica. Che il suo stile, sobrio e rigoroso, ha sempre avuto una dimensione morale, una tensione verso il rispetto, la misura, la verità.
In un tempo in cui l’immagine spesso diventa spettacolo, Guadagnuolo ci ricorda che l’arte può ancora essere memoria e coscienza. E che Giorgio Armani, con la sua eleganza silenziosa, ha lasciato un segno che va oltre la moda: ha insegnato che la bellezza può essere una forma di resistenza».
Il presidente di “Italia Nostra Sicilia” Leandro Janni ricorda così il grande stilista:
«Con la scomparsa di Armani perdiamo uno degli italiani che più ha influenzato il mondo. Perdiamo un uomo che ci ha regalato i frutti di un talento irripetibile: orgoglio del “Made in Italy”, erede contemporaneo dei grandi artisti del Rinascimento italiano.
Noi gli saremo sempre grati per la bellezza, lo stile, l’eleganza che ha saputo esprimere, che ha generosamente, instancabilmente profuso fino agli ultimi giorni della sua vita. Armani non ha solo vestito corpi: ha educato sguardi, ci ha insegnato che la sobrietà può essere rivoluzionaria, che l’eleganza è una forma di rispetto. «Lo stile è eleganza, non stravaganza».
«Vorrei, con la mia storia, essere un esempio, uno stimolo e ricordare a tutti che il lavoro vero porta lontano. Io sono un creativo razionale, ma la spinta nasce sempre dalla passione, da un’intuizione e dal desiderio bruciante di realizzarla. Ogni idea, in fondo, è frutto di un innamoramento e questo lavoro, che per me è la vita, è un atto continuo di amore» – diceva Giorgio Armani rivolgendosi agli studenti al Teatro Municipale di Piacenza (sua città natale), l’11 maggio 2023.
Nessuno come lui, nell’ambito della moda, ha saputo coniugare la classicità con la modernità. Stilista, designer, creatore infinito di forme, di immaginari.
Una sfilata di Armani suscitava in noi la stessa meraviglia, lo stesso stupore che suscita la miracolosa bellezza di un dipinto, una scultura, un’architettura rinascimentale italiana.
Armani ci ha insegnato che «L’eleganza non è farsi notare, ma farsi ricordare». E noi certamente ce ne ricorderemo di Giorgio Armani».