25 Gennaio 2026
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A Caltanissetta massiccia adesione per Gaza

Lillo Fasciana (FLC CGIL) interviene nel corso della protesta (foto di redazione).

Sono stati in tanti ad aderire alla mobilitazione nazionale indetta dalla CGIL questa mattina. Davanti alla Prefettura nissena, associazioni, sindacati, partiti, cittadini e cittadine hanno infatti manifestato il loro sostegno alla Palestina, chiedendo di fermare la barbarie degli attacchi su Gaza. A scendere in piazza con la CGIL, in molte province siciliane, anche Assostampa.

Questo, il comunicato stampa congiunto di CGIL e Assostampa di Caltanissetta stilato qualche giorno addietro e firmato rispettivamente dalla segretaria generale Rosanna Moncada e dal segretario provinciale Alessandro Silverio:

«Chiediamo la fine della barbarie in corso a Gaza e che il Governo italiano assuma una posizione chiara e coerente a sostegno della pace, della giustizia e del diritto internazionale.

Non possiamo più accettare che vengano uccisi impunemente bambini, donne, operatori umanitari, sanitari e giornalisti e che continui la distruzione delle infrastrutture civili rimaste, a partire da ospedali e scuole.

Il governo israeliano ha infatti deciso di proseguire l’assedio della striscia di Gaza con un’ulteriore escalation militare che prevede lo sfollamento della popolazione palestinese in impossibili campi profughi privi di sicurezza, di cibo, di acqua e di assistenza sanitaria, per poi rioccupare quel territorio trasferendo la popolazione. Inoltre, è stata annunciata la volontà di isolare Gerusalemme dal resto della Cisgiordania, con il progetto E1 che prevede un nuovo insediamento ebraico sul territorio destinato allo stato di Palestina. Questi piani confermano il vero obiettivo del governo israeliano: eliminare ogni fattibilità dei “due Stati per i due popoli” e la possibilità stessa di esistenza dello Stato palestinese che molti governi ora – con colpevole e grave ritardo – dicono di volere riconoscere.

Questo progetto comporterà il sacrificio della vita degli ostaggi ancora nelle mani di Hamas, utilizza la fame come arma di guerra e straccia il diritto internazionale che rimane l’unica garanzia su cui costruire pace e sicurezza comune. Un vero e proprio punto di non ritorno.

Non possiamo rimanere in silenzio. Non possiamo permettere che ciò avvenga sotto i nostri occhi. Non è più il tempo delle parole. Stati e governi democratici, membri delle Nazioni Unite, firmatari di accordi, trattati e convenzioni per il rispetto dei diritti umani, della legalità, della giustizia, del diritto umanitario debbono fermare questa barbarie.

Per questo, rinnoviamo il nostro impegno alla più ampia mobilitazione possibile – sostenendo anche quanti si sono ribellati in questi giorni anche in Israele, facciamo nostre le richieste che il sindacato mondiale CSI ha avanzato a tutti i Capi di Stato e di Governo, incluso quello italiano, al fine di interrompere il commercio con gli insediamenti illegali e rafforzare la democrazia per raggiungere una pace duratura in tutta la regione».

 

 

 

 

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