Full immersion di SiciliAntica sul Mare Nostrum: gli interventi della mattina

Il programma del convegno

Si svolgerà l’intera giornata del 19 settembre, dalle 9,00 alle 19,00, il XVI Convegno di studi organizzato da SiciliAntica e dedicato al tema del Mare Nostrum. I Romani, il Mediterraneo e la Sicilia tra il I e il V secolo d.C. Nella Galleria civica d’Arte di Palazzo Moncada, dopo i saluti istituzionali e i primi interventi dei professori Soraci, Caliri, Di Stefano e Piazza, di cui abbiamo già parlato, alle 11,10 prenderà la parola l’archeologo Girolamo Sofia sul tema Roma nel Mediterraneo: luci e ombre del processo di romanizzazione nella provincia di Sicilia. Tra le pubblicazioni di Girolamo Sofia, che ha iniziato una collaborazione scientifica con l’Università di Trnava (Slovacchia), ricordiamo il volume intitolato Il processo di “romanizzazione” della provincia di Sicilia, edito nel 2016 da Giambra. Dopo il suo intervento, Francesco Galassi (Flinders University, Adelaide Australia), Andrea Cossarizza (Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia) ed Elena Varotto (Università di Catania) si soffermeranno sull’analisi anatomica e paleopatologica della Statua del Vecchio Pescatore del Museo Paolo Orsi di Siracusa. Ed è veramente un programma fitto di interventi, quello del convegno, visto che i lavori proseguiranno, analizzando diversi aspetti dell’argomento scelto, fino alla fine della mattinata, quando si concluderà la prima parte della giornata di studi. Dopo la statua del Vecchio Pescatore, i temi da affrontare non sono certo pochi. La Sicilia e le altre regioni dell’impero romano dal III al V secolo d.C., dal punto di vista delle testimonianze monetali, sarà il tema sviluppato da Giuseppe Guzzetta e Agata Vicari, dell’Università di Catania. La Cura Aquarum in Sicilia e cioè la gestione delle risorse idriche nella provincia di Sicilia in età romana sarà invece l’argomento trattato da Dino Alberto Rapisarda, dell’Università degli Studi di Firenze. E ancora I praedia Galbana: contrada Cappellano nei circuiti commerciali di Roma (Dominique Di Caro dell’Università Carlo III di Madrid e Paolo Busub, della sede di Delia di SiciliAntica); Agira in età romano-imperiale (Elena Minni, archeologa che opera nella sede di Agira di SiciliAntica) ed infine l’agricoltura, l’allevamento e il paesaggio agrario dell’Acrocoro acrense da Augusto a Diocleziano, a cura di Salvatore Di Stefano, dell’Istituto Studi Acrensi di Palazzolo Acreide. Con il tema dell’acrocoro termina la prima parte del convegno di studi, che ricomincerà alle 15,00 per una vera e propria immersione nel Mare Nostrum e nel suo significato per la nostra isola in età romana.

 

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