«Inaccettabile la definizione di terrorista della cooperante Silvia Romano. Il deputato nisseno Alessandro Pagano chieda scusa»: così Demos Caltanissetta.

Alessandro Pagano durante il suo intervento nell’Aula della Camera (foto tratta da Internet)

Continuano a suscitare cori di indignazione e proteste in tutta Italia, le parole che il deputato leghista Alessandro Pagano ha indirizzato a Silvia Romano, la cooperante italiana finalmente a casa dopo una prigionia durata oltre cinquecento giorni. Le parole pronunciate dal deputato siciliano nell’Aula della Camera sono state oggetto di protesta anche a Caltanissetta, come si può evincere dai commenti sui social e dai comunicati stampa come quello inviato da Demos, Democrazia Solidale Caltanissetta, che riceviamo e pubblichiamo:

«Quando è tornata una neo-terrorista, perché questo è El Shabaab, sono andati ad accoglierla» – questa la dichiarazione dell’on. Alessandro Pagano per denunciare a suo modo la mancata partecipazione delle più alte cariche dello Stato alle esequie del poliziotto ucciso durante una rapina, in contrapposizione con l’accoglienza riservata alla cooperante italiana liberata dopo 18 mesi di prigionia, Silvia Romano.

Sono parole inaccettabili cariche di pregiudizi culturali e sessisti, finalizzate all’incitamento all’odio e alla strumentalizzazione di una vicenda tragica, per le quali Demos, Democrazia Solidale Caltanissetta, esprime il più profondo biasimo, ritenendole inaccettabili, soprattutto se a pronunciarle è un rappresentante del popolo italiano tra i banchi della Camera dei Deputati.

La vicenda della Romano, che a causa delle minacce ricevute sui social è addirittura sotto la protezione della scorta, è diventata un vero e proprio scontro culturale esacerbato dalle posizioni estremiste di alcuni esponenti politici. La libertà di espressione e di professione di fede è sancita e tutelata dalla nostra Costituzione, e l’accostare, come ormai sovente è uso ad alcuni politici e giornalisti, i musulmani ai terroristi è esso stesso un atto terroristico.

In più, l’uso becero e continuo dell’odio e della paura sui quali si fonda lo stile della comunicazione politica scelto da questa nuova destra ha trasformato la società italiana, caricandola di tensione e di disumanità, allontanandola dai valori di solidarietà e di rispetto che hanno sostenuto il nostro Paese nei momenti di crisi».

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