Lettera del sindaco Gambino a Conte: continua il botta e risposta sui social

Foto tratta da internet

Continua su Facebook il botta e risposta tra Maurizio Falsone, il giovane ricercatore nisseno in Diritto del lavoro presso l’Università Ca’ Foscari di Venezia e il sindaco Roberto Gambino. Una discussione molto sentita da entrambe le parti, sulla lettera con la quale il sindaco avrebbe chiesto al premier Conte la chiusura del C.A.R.A., tirando in ballo anche la volontà del Consiglio comunale. Ascoltando la registrazione della seduta del consiglio comunale del 13 agosto, non si evince che il consiglio comunale abbia prodotto e votato alcun atto, ma che i capigruppo abbiano redatto e firmato individualmente un documento politico informale sull’argomento, senza alcuna votazione dei consiglieri. Ai dubbi sollevati dal dottore Falsone, il sindaco ha risposto con il seguente post: «Può consultare i verbali del consiglio comunale e l’atto di indirizzo votato all’unanimità dalla conferenza dei capigruppo. La mistificazione della realtà al fine di supportare le proprie ragioni, non sempre paga. Le ricordo che l’atto di indirizzo da parte della conferenza dei capigruppo, che democraticamente rappresenta il consiglio comunale eletto dal popolo, impegna l’amministrazione attiva a compiere una precisa azione politica. Io rispetto le ragioni di tutti e prima di tutto le sue in quanto diverse dalle mie, ma non accetto accuse come quelle che mi sono state lanciate in quanto non vere».

La risposta ha suscitato una nuova replica di Maurizio Falsone: «Le sono sinceramente grato di avermi finalmente degnato di attenzione. Confermo ogni parola delle mie accuse, fino a che non ci saranno documentate smentite. Sono giorni che cerco di trovare dati su quello che lei ha comunicato al Presidente Conte. Non esiste alcun documento, di alcuna natura, redatto prima del 24 agosto (data della sua missiva al premier). Se anche esistesse e lei e i consiglieri comunali lo aveste tenuto nascosto fino ad oggi (l’ho ripetutamente chiesto anche a Falcone, Mancuso e Annalisa Petitto, e la loro reticenza è davvero significativa), non si tratterebbe di un atto di indirizzo del consiglio comunale, quindi non può essersi registrata alcuna unanimità. Lei ha manipolato la voce del consiglio comunale a fini politici di parte (nel silenzio assordante dei consiglieri comunali). Visto che lei è diventato sindaco riempiendosi la bocca dei valori della trasparenza, le segnalo che sul sito del Comune non si possono consultare i verbali dei consigli comunali del 2020 ma si trovano solo gli ordini del giorno. Per capire cos’è successo all’ultimo consiglio straordinario e constatare che nella lettera al premier lei ha mentito, mi sono dovuto sorbire quattro ore di video. In questo modo solo chi si arma di grande pazienza può capire cosa state combinando. Quanto ai verbali della conferenza dei capigruppo, l’ultimo disponibile è del 22 luglio. Tiri fuori il documento protocollato con data anteriore al 24 agosto (poi vediamo anche se è stato votato, e se è stato votato all’unanimità dal consiglio comunale, come va raccontando, compreso quindi il voto dell’unico consigliere del PD presente): gliene darò atto in un post a caratteri cubitali».

Abbiamo quindi sentito il sindaco Gambino che, sui passaggi amministrativi della questione, ha ribadito quanto segue: «Dalle registrazioni del Consiglio comunale sono chiare ed evidenti le posizioni assunte, che si possono così sintetizzare: chiusura del C.A.R.A.; riconversione della destinazione d’uso con il mantenimento dei posti di lavoro ante applicazione decreto sicurezza; ristoro sul territorio da parte del governo con misure finanziarie speciali per la presenza del C.A.R.A. da ventidue anni.

La seduta di consiglio comunale aperta non consente l’assunzione di alcuna deliberazione, pertanto gli stessi consiglieri hanno deciso di redigere l’atto di indirizzo in sede di conferenza dei capigruppo che si sono tenute in data 17 e 18 agosto. In data 18 agosto è stato regolarmente approvato il documento denominato “Atto di indirizzo politico”, i cui contenuti sono stati citati nella nota inviata dal sindaco al Presidente del Consiglio Conte in data 24.08.2020 e quindi dopo l’approvazione dell’atto da parte della conferenza dei capigruppo».

Due domande, però, sorgono spontanee: perché non è possibile leggere il documento? E cos’hanno da dire i consiglieri sulla vicenda in questione? La nostra redazione rimane a disposizione per ogni eventuale chiarimento su una vicenda che rimane comunque controversa.

 

 

 

 

 

 

 

 

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