«Migliorare e realizzare infrastrutture»: Giovanni Ruvolo sul Recovery Plan

Il logo dell’associazione è tratto dalla pagina Facebook.

Riceviamo e pubblichiamo l’intervento di Giovanni Ruvolo sull’incontro virtuale dal titolo Recovery Plan: Sicilia, Sud, Europa. La parola ai cittadini, organizzato da Eco.sì  e svolto sabato scorso:

«Eco.sì è un’associazione nata in una giornata afosa dell’estate del 2020, quando Massimo Fundarò, Maurizio Caserta, Bianca Guzzetta ed il sottoscritto, incontrandosi nella meravigliosa campagna nissena, hanno condiviso la meraviglia di assistere ad un cambiamento epocale segnato dalla pandemia da coronavirus e l’investimento della Comunità Europea di 209 miliardi di euro a favore della ripartenza dell’Italia. Ci aspettavamo che la classe politica, a tutti i livelli, avviasse una grande attività di coinvolgimento e partecipazione dei cittadini e dei territori per condividere e tracciare insieme l’Italia dei prossimi 30 anni, ripensando ai modelli di sviluppo, di transizione ecologica, mettendo al centro le future generazioni. Nulla di tutto questo è stato fatto. Grazie alla straordinaria disponibilità della Redazione regionale della Sicilia, Eco.sì ha potuto coinvolgere diverse personalità del mondo dell’Università, della Cultura, del settore sociale, al fine di avviare un dibattito che potesse far sentire i cittadini protagonisti di questa irripetibile fase di passaggio epocale. Grazie a questa attività di aggregazione, mentre nel chiuso dei Palazzi romani una politica sempre più commissariata scriveva un recovery plan perlopiù sconosciuto alla Nazione, Eco.sì è riuscita a trovare una sintesi con diversi movimenti ed associazioni siciliane, nell’immaginare quello che sarà la Sicilia ed il Sud nel prossimo futuro. Il Meridione d’Italia dovrà strutturare un modello di sviluppo integrato che, completandosi con i progetti di sviluppo del Nord, servirà a colmare le differenze e le disuguaglianze territoriali al fine di far crescere l’Italia come un unico sistema economico, culturale e sociale, dentro una visione che della sostenibilità ambientale dovrà farne la base portante. La Sicilia ha una importante funzione strategica, essendo l’avamposto dell’Europa sul Mediterraneo, il “mare nostrum” in cui oggi si realizzano movimentazioni di persone e merci senza precedenti rispetto al passato. Per questo la Sicilia dovrà essere al centro di una serie di investimenti che mirino alla soluzione del dissesto idrogeologico e della progressiva desertificazione, intervenendo sulla realizzazione dei depuratori che consentano di poter garantire la migliore qualità dei fiumi e del mare che circonda l’Isola. Fondamentali saranno gli investimenti per il miglioramento e la realizzazione delle infrastrutture viarie e ferroviarie, con la realizzazione di un hub portuale che possa essere il punto di accesso delle merci in Europa. L’insediamento di nuove industrie dovrà favorire imprenditori che producano o utilizzano energie rinnovabili, con una particolare attenzione alle aziende del settore agroalimentare, del turismo e della valorizzazione dei siti culturali, ambientali, museali ed archeologici. La comunità siciliana in questi ultimi decenni ha sviluppato maggiori consapevolezze rispetto alle risorse disponibili ed al loro impiego, ed oggi è pronta a sentirsi protagonista in questo irripetibile passaggio epocale ed Eco.sì intende continuerà ad essere luogo catalizzante la produzione di idee e progetti per scrivere insieme il Recovery Plan delle Comunità e monitorare nei prossimi anni la corretta realizzazione nel rispetto delle linee guida europee».

 

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