11 Febbraio 2026
Il fatto

Niscemi: un presente difficile, tante speranze per ricominciare

(Foto tratta da Facebook)
(Foto inviata da Leandro Janni)

Continua a suscitare non poca impressione, questo paese del centro Sicilia sospeso, reso metafora della precarietà dell’esistenza e groviglio di molti nodi irrisolti dell’isola. Intanto è precipitata in fondo alla scarpata anche l’auto che sostava da giorni sul ciglio di una frana che, secondo quanto ha dichiarato il ministro della Protezione civile Nello Musumeci nell’informativa al Senato, avrebbe raggiunto una larghezza di quattro chilometri (FONTE: Adnkronos). Il ministro, nonché ex presidente della Regione Sicilia, ha aggiunto che allo stato attuale non è ancora definita la soluzione da dare alle famiglie sfollate, assicurando il massimo impegno del governo su questo fronte. Per assicurare la viabilità e la tutela delle abitazioni evacuate, ai Carabinieri e alle altre forze presenti si è aggiunto anche il personale dell’Esercito dell’Operazione Strade Sicure (FONTE: Ministero della Difesa).

Intanto il numero delle persone sfollate arriva a 1.606 mentre, da oggi, parte il monitoraggio tecnico-scientifico dell’Istituto nazionale di Geofisica e Vulcanologia e dell’Istituto nazionale di Oceanografia e di Geofisica sperimentale sulla frana che interessa un territorio conosciuto come “capitale del carciofo” e sede del MUOS, sistema di comunicazione satellitare della Marina militare americana.

Non si contano gli appelli dal mondo dello sport e della cultura, anche per cercare di salvare la biblioteca “Angelo Marsiano” che, con i suoi quattromila volumi, rischia di precipitare nel vuoto portando con sé la memoria storica di Niscemi. In proposito non sembra nutrire fiducia il vicepresidente di Italia Nostra Sicilia, Leandro Janni, che ha espresso i suoi dubbi con una nota a mezzo stampa.

«Scrittori, intellettuali e giornalisti […] hanno espresso la volontà di salvare la biblioteca di Niscemi» scrive Janni. «Come, però, mi chiedo? Andranno a Niscemi a spostare, o meglio a far spostare, dall’edificio in cui sono custoditi libri, carte e mappe della storica biblioteca, mettendoli in sicurezza in un altro edificio? Questo, ovviamente, andrebbe fatto prima che l’edificio in cui è contenuta la biblioteca precipiti rovinosamente nel vuoto. O meglio, andava fatto. Perché ormai è evidente che l’edificio in cui è contenuta la biblioteca è in condizioni di estremo pericolo: la frana – ancora attiva – ha inesorabilmente eroso il terreno sotto una parte di esso.  […] Bisognava pensarci prima, subito, a salvare la memoria collettiva custodita all’interno della biblioteca […]».

Una situazione estremamente difficile, da qualunque lato la si voglia affrontare e nella quale non manca la reazione straordinaria degli abitanti di Niscemi, che si aiutano l’un l’altro e che infondono speranze per il futuro a chi ha perso la propria abitazione e a chi vive nel timore di perderla.

«Niscemi non cade. Niscemi resiste. Niscemi parla»: è questo lo slogan della manifestazione che si terrà domenica 8 febbraio 2026 a Largo Mascione. «Una piazza aperta, una parola collettiva. Uno spazio di ascolto, confronto e denuncia»: gli organizzatori e le organizzatrici invitano le realtà sociali e le singole persone a essere presenti. È questa la Sicilia che riparte, la Sicilia bella.

Se ti è piaciuto questo articolo, condividilo.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *