Pavimentazione orrenda in via Camillo Genovese. Una nota di Leandro Janni

Via Camillo Genovese (foto di Salvatore Freddo)

Sulla colata di asfalto che copre parte della via Camillo Genovese, zona comunemente nota come “a Piscarì”, riceviamo e pubblichiamo una nota del presidente di Italia Nostra Sicilia, Leandro Janni:

«Lo scorso maggio, a proposito dei lavori in corso presso uno degli storici mercati cittadini, scrivemmo: «I lavori di infrastrutturazione urbanain corso lungo la via Camillo Genovese, ovvero lungo la strada che ospitava l’antico mercato di Caltanissetta, detto “a Piscarì”, hanno imprevedibilmente evidenziato l’originaria pavimentazione. Pavimentazione che, da alcuni anni è sepolta, oscurata sotto un grigio manto di asfalto. Un tempo l’inclinata, particolarissima via era connotata da grandi basole rettangolari che, insieme a ciottoli di fiume disegnavano un’elegante, funzionale tessitura stradale. E qui, ogni giorno, aveva luogo uno spettacolare e magnifico mercato del pesce, della frutta e verdura, della carne e del pane. Quanti ricordi possediamo di questo luogo: immagini, colori, sapori, odori ancora vividi dentro di noi. Per non dire dei suoni, delle urla e delle parole: ipnotiche tiritere funzionali a sedurre i clienti.

Ma torniamo all’oggi: “a Piscarì”, lo storico mercato cittadino non esiste più da diversi anni. L’abbandono, lo spopolamento del centro storico e l’inesorabile espansione della città hanno segnato il suo destino. Qualche anno fa, poi, il consueto intervento di “manutenzione urbana”, ad opera dell’Ufficio tecnico comunale, ha sepolto sotto uno strato di asfalto l’antica pavimentazione, oggi, riscoperta, ritornata alla luce come dimenticate, preziose vestigia. Inevitabilmente ci chiediamo: non sarebbe il caso di ridare senso e dignità ad uno dei luoghi del cuore di questa città? Magari, con un sapiente intervento di restauro e riuso? Oppure, persino, con un intelligente progetto di rigenerazione urbana?»

A distanza di quasi cinque mesi, dopo i sopralluoghi del sindaco Gambino, del Soprintendente Vullo, dell’assessore Frangiamone e dei tecnici comunali, il risultato è allucinante. Inspiegabile. Appunto: sarebbe opportuna una spiegazione di quanto realizzato dal Comune in ordine alla nuova, orrenda pavimentazione in asfalto nero. Insomma: altro che sapiente intervento di restauro! Altro che ripristino dell’antico basolato! Altro che puntare alla bellezza e al turismo!»

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