Persone migranti: note a margine dei commenti di questi giorni

Tunisi (Foto tratta da Internet)

Risale a sette giorni fa la missione tunisina della ministra dell’interno Luciana Lamorgese, ricevuta dal presidente Kais Saied e dal premier incaricato Hichem Mechichi. La seconda missione in meno di un mese. Un fatto che può apparire privo di importanza a chi vive a Caltanissetta e che forse non lo è. Le 370 persone migranti trasferite oggi da Porto Empedocle a Caltanissetta dimostrano ancora una volta che, nel mondo globalizzato, i nostri destini sono legati a quelli delle persone che abitano nel resto del pianeta. Questo vale per chi si sposta dalla Tunisia in cerca di una vita migliore e per chi, dall’italia, emigra, per lo stesso motivo, in altri Paesi del mondo. Oltre un terzo dei dodicimila migranti giunti in Italia quest’anno proviene dalla Tunisia (FONTE: La Sicilia). Nei giorni scorsi, la grande fuga, durata poche ore, di un gruppo consistente di persone migranti d’origine tunisina dal Cara di Pian del Lago ha stimolato più di una discussione su diversi aspetti, che non possono essere affrontati tutti insieme in poche righe. In questi giorni, i social sono pieni dei commenti più disparati su chi abbia o meno il diritto di essere accolto o accolta. Questi commenti hanno il pregio di aver generato una domanda legittima: qual è la situazione economica, politica e sociale della Tunisia, oggi? Si può dire che lo spettro del Covid-19 (che si aggira per l’Europa ed oltre) abbia tolto al Paese una delle sue principali fonti di reddito, il turismo? E questo aspetto, che fa parte di uno scenario ben più complesso, non rende forse la situazione tunisina lontanamente somigliante a quella siciliana? Sebbene il calo di presenze in Sicilia sia inferiore rispetto a quello del resto d’Italia e le permetta di arretrare meno di altre regioni (FONTE: La Repubblica). Cosa accadrà in autunno e quante persone saranno costrette a lasciare l’isola, profondo Sud di un Sud martoriato, in cerca di un lavoro e di una vita altrove, saranno le statistiche a rappresentarlo. Ma la recessione aggravata dall’emergenza Covid e il timore di nuovi disoccupati in Tunisia dimostrano quanto la situazione del Paese nordafricano sia una grottesca accelerazione della nostra. E forse non sarebbe male tenerlo presente quando si commentano le migrazioni di questi giorni. Qualunque posizione si abbia in merito.

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