27 Maggio 2024
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«Potenziare la sanità pubblica»: così Sergio Cirlinci, presidente di Caltanissetta Si Cura!

Da sinistra: Rita Capraro, Sergio Cirlinci e Adriana Marotta (foto di Giuseppe Scibetta).

A un anno dalla sua nascita, vogliamo riparlare dell’associazione “Caltanissetta Si Cura” per puntare i riflettori su una delle tante forme di impegno civile che pure esistono a Caltanissetta, maglia nera per qualità della vita. È infatti recente la classifica realizzata da ItaliaOggi e Ital Communications con l’Università Sapienza di Roma, che attesta Caltanissetta al 106esimo posto su 107 province esaminate.

Abbiamo intervistato il presidente Sergio Cirlinci, che ha 63 anni ed è un consulente finanziario. Sergio non ha mai svolto attività politica, anche se ha più volte dichiarato di essere un simpatizzante del Movimento 5 Stelle a livello nazionale. Nonostante non militi in un partito, Sergio ha preso a cuore il tema politico della sanità e altre problematiche locali e, insieme ad altre persone, ha deciso di impegnarsi per trasformare i problemi in risorse.

Cos’è Caltanissetta Si Cura, quando nasce e perché…

«L’associazione nasce nel novembre del 2022 e viene fuori dalla mia esperienza di amministratore di gruppi social, che ormai ha superato gli otto anni. In tutti questi anni mi sono reso conto che parlare su un social, anche se lo reputo essere importante e innovativo, alla fine non dava quel giusto impulso. Ecco perché nasce «Caltanissetta Si Cura».

Consideri i social un potente mezzo per creare aggregazione oppure, secondo te, sono più le polemiche sterili e la violenza a caratterizzarlo?

«Come ogni ambito, anche i social hanno un aspetto positivo, quello di far incontrare molte persone. Nello specifico dei gruppi locali come il mio, l’aspetto positivo è quello di far interagire i cittadini e, quando vogliono, anche le istituzioni. Tutto questo è utile per approfondire alcune tematiche, trovare soluzioni e lanciare idee. Insomma, per essere da pungolo verso chi ci amministra a vari livelli e ovviamente, il livello comunale è il più trattato».

Quali sono gli organismi dell’associazione?

«Io sono il presidente, la signora Rita Capraro è la vice presidente e Adriana Marotta, la segretaria».

Si può dire che l’associazione faccia riferimento a un partito politico? Il M5S, ad esempio…

«Sfatiamo questa diceria. Pur essendo simpatizzanti del M5S, cosa che non abbiamo mai nascosto, quello che ha fatto e fa l’associazione non ha nulla a che vedere con il Movimento, anzi! Più volte siamo stati critici sulle scelte fatte da questa amministrazione, che è a cinque stelle».

Per esempio, quando?

Molte volte abbiamo scritto criticando le scelte attuate e ponendo quesiti.

A un anno esatto dalla nascita di Caltanissetta Si Cura, qual è, secondo voi, la situazione della sanità nissena e come agisce la vostra associazione per renderla migliore…

«La situazione sanitaria nissena è sotto gli occhi di tutti. Noi spesso e volentieri ci siamo fatti carico delle innumerevoli segnalazioni fatte da cittadini su disagi e disservizi vari. Segnalazioni fatte sia sui social ma anche lette su alcuni giornali locali. Per cercare di rendere la situazione migliore devo dire che noi possiamo mettere in luce quello che non va, non abbiamo strumenti per risolvere le varie problematiche. Anche perché non sta a noi intervenire in questo senso. Sappiamo benissimo che tutto questo dipende dalla politica ed è alla politica che noi ci rivolgiamo per operare. Del resto, questo dovrebbe essere il mandato, agire nell’interesse esclusivo della cittadinanza. Non è un caso che abbiamo spesso fatto comunicati e anche video, dove denunciavamo gravi carenze di personale. Ad esempio, tempo fa parlammo della mancanza degli anestesisti e delle carenze e delle lunghe attese al pronto soccorso. E ancora, delle tempistiche eccessive che spesso comportano le prenotazioni per visite specialistiche.

Abbiamo anche organizzato assemblee e parlato del Policlinico a Caltanissetta, quando ancora in pochi ne parlavano. E quando ci è stata data anche la possibilità di intervenire in Consiglio comunale, abbiamo detto chiaramente che spesso la politica locale è poco incisiva con la dirigenza dell’Asp e che spesso si limita ad accettare quello che viene loro comunicato con i tanti “faremo”, che spesso rimangono tali».

Sul fronte della sanità, secondo voi, esistono solo ombre o anche luci? Intravedete punte di eccellenza?

«Quando noi denunciamo fatti che avvengono in ambito sanitario, non vogliamo di certo prendercela con chi, ogni giorno, svolge il suo lavoro in maniera eccellente ed egregia, sacrificandosi spesso più del dovuto. Le nostre critiche sono rivolte al modello organizzativo e gestionale e alla carenza di personale.

Sicuramente riconosciamo esserci eccellenze, ma potrebbero lavorare con più efficacia ed efficienza se venisse tutto organizzato e strutturato meglio. Ma, lo ripeto, su questo aspetto è la politica locale a dover intervenire, anche se spesso sentiamo dire che va tutto bene».

In ambito sanitario, c’è una questione che, più di tutte, vi sta a cuore e perché… 

«Tutto ciò che riguarda la sanità per noi è importante. Riteniamo infatti che il diritto alla salute e alle cure vada garantito e sempre più rafforzato, ma che il tutto avvenga in maniera pubblica. Non vogliamo una sanità privata che consentirebbe, ahimè come sta succedendo, che chi ha i soldi si cura e chi non li ha rinunci a curarsi».

Quanti soci ha attualmente Caltanissetta Si Cura e come ci si può associare? Vogliamo dare un riferimento alle persone che intendano contattarvi?

«La nostra è un’associazione non riconosciuta, pertanto non richiediamo iscrizioni o tesseramento con relative quote associative ma ci autofinanziamo, anche perché non ci sono grosse spese da sostenere. Quando, come ad esempio è accaduto per l’assemblea del 2022, il teatro ci fu offerto gratuitamente dal Comune, per pagare il service hanno contribuito privatamente molti amici, tra cui anche consiglieri. Per svolgere la nostra attività abbiamo creato una pagina Facebook “Associazione Caltanissetta Si Cura”, dove chiunque può pubblicare. Abbiamo anche creato una casella di posta elettronica, caltanissettasicura@virgilio.it alla quale chiunque può mandare segnalazioni o altro».

Quali sono le prossime iniziative in calendario?

«Per il momento stiamo osservando come si evolvono alcune situazioni, una su tutte la vicenda Policlinico che, insieme all’Università, siamo convinti essere un importante volano per la rinascita economica e sociale della nostra città. Sul Policlinico assistiamo a troppi silenzi, specialmente da parte di chi aveva dato garanzie e di chi dovrebbe maggiormente intervenire e che adesso invece sembra essersene dimenticato. Capiamo bene che l’approssimarsi delle prossime amministrative ha fatto tirare il freno a mano alla politica locale, che comunque in campagna elettorale non potrà certo esimersi dall’esprimersi sia su questo tema che su quello sanitario e universitario. Noi ovviamente porremo nostre domande, perché è bene che i futuri candidati sappiano che siamo stanchi di programmi “copia e incolla”, che ripetono sempre le stesse cose. Non ci accontenteremo di parole generiche o di frasi trite e ritrite e non ci faremo “emozionare” da un ritrovato amore per la città che potrebbe essere il mantra delle prossime elezioni comunali».

Se tu avessi un potere istituzionale, che ne so, se fossi l’assessore regionale alla Sanità quale sarebbe il tuo primo provvedimento, quello che giudicheresti indispensabile?

 «Potenziare la sanità pubblica».

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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