Quartiere Provvidenza: il recupero passa per l’artigianato

Quella che vi proponiamo non è un’idea nuova, ma non ci stancheremo mai di dire che è ottima! Il quartiere Provvidenza è uno dei più antichi di Caltanissetta. Gli storici locali parlano del quartiere dei Zingari, dei Furchi, dove un tempo venivano effettuate le esecuzioni capitali e dove si ritiene vi sia stata anche una presenza ebraica. Oggi, più che per la storia, i nisseni conoscono la Provvidenza attraverso i giornali, per le operazioni anti spaccio condotte dalle forze dell’ordine. Eppure, nonostante i problemi, il quartiere mantiene intatto il suo fascino e si rivela straordinariamente moderno, di una modernità intesa come conflitto tra il vecchio e le nuove sfide della società contemporanea. Alla Provvidenza vivono infatti molte persone immigrate, come se gli arabi fossero tornati dopo secoli in Sicilia ed insieme a loro, africani, cinesi, pakistani, che convivono con chi invece è nisseno dalla nascita. Insomma, un crocevia di genti e un crogiolo di culture di cui sappiamo poco o nulla e che, forse, ai più non interessa.

Da tempo, però, grazie all’intervento di una donna che ha avuto coraggio, alla Provvidenza si fanno cultura, benessere e ospitalità. Beatrice Giammusso ha infatti colto la bellezza di questi vicoli intricati e ha ristrutturato alcuni edifici, sfidando le lungaggini della burocrazia, per ricavarne le camere del suo bed & breakfast, “Antichi Ricordi”. Stanze modernissime e superaccessoriate hanno preso il posto di case cadenti, sfigurate più che dal tempo dall’incuria. All’interno della struttura, gli ospiti possono usufruire di saune, docce emozionali e cibi della tradizione nissena, immersi nel cuore di Caltanissetta.

Prendendo spunto dall’intervento dell’architetto e presidente di Italia Nostra, Leandro Janni, abbiamo chiesto a Beatrice Giammusso come, secondo lei, sia possibile avviare il recupero di questo quartiere. «Sono del parere che non sarà un’amministrazione comunale a risolvere il problema. Ci vuole principalmente gente che abbia voglia di investire nel centro storico, magari con incentivi da parte del Comune». Quindi, la soluzione ideale sarebbe l’albergo diffuso? «Non solo, poichè addentrandosi dentro la Provvidenza, questa risulta non essere sicura. Invece sarebbe bello portare diverse attività artigianali in questo quartiere, per dargli vita ed animarlo con botteghe e artigianato. Come una volta si presentava il corso Umberto, oggi completamente degradato. Il Comune, a seguito della donazione avuta dagli eredi Profeta, potrebbe dare questi edifici ad un costo popolare, in maniera da invogliare i negozianti a scendere verso il centro».

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