22 Febbraio 2024
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Anche Caltanissetta si stringe attorno alle pietre di inciampo

Le pietre di inciampo ubicate in corso Vittorio Emanuele (foto realizzata dalla redazione)
In tedesco si chiamano Stolpersteine e sono state ideate dall’artista tedesco Gunter Demnig per ricordare i deportati nei campi di concentramento e di sterminio nazisti che non hanno mai più fatto ritorno nelle loro case. Questi piccoli sampietrini d’ottone sono stati tradotti in italiano con l’espressione pietre d’inciampo e portano impressi il nome, la data di nascita, il luogo e il giorno di deportazione e la data di morte delle vittime della Shoah. Si tratta di veri e propri monumenti europei per tenere viva la memoria di tutti i perseguitati ed uccisi per essere ebrei, rom, sinti, omosessuali o dissidenti politici. Data la loro collocazione, i passanti sono indotti ad un inciampo emotivo, ad una riflessione sull’orrore più grande della nostra storia. Quest’anno il Giorno della Memoria cade in uno scenario cupo, in cui la Corte Internazionale di Giustizia ha accettato il caso contro Israele per genocidio e ha imposto misure di prevenzione per Gaza, senza però ordinare il cessate il fuoco. Uno scenario difficile che, nei giorni scorsi, ha destato non pochi problemi, costringendo l’ANPI nazionale ad una nota in merito al caso della sezione locale dell’associazione dei partigiani di Bagno a Ripoli, nel fiorentino. Uno scenario in cui il Viminale ha rinviato i cortei pro Palestina con una decisione che ha fatto discutere.
Si impone quindi la necessità di non confondere due piani che devono rimanere distinti. Le azioni di Netanyahu non rappresentano l’intera comunità ebraica né possono giustificare mistificazioni e odio antisemita. Anche Caltanissetta si stringe attorno alle sue pietre d’inciampo,
collocate per la prima volta il 27 gennaio del 2022, lo stesso giorno in cui è stata intitolata una strada alla nissena Giuseppina Panzica, medaglia d’oro al valore civile per aver salvato centinaia di ebrei e perseguitati politici durante la seconda guerra mondiale. Deportata nel lager di Ravensbruck, Giuseppina Panzica riuscì a far ritorno a casa nel 1945.
Questa mattina, l’ANPI provinciale, la sezione nissena dell’ANPI intitolata a Gino Cortese (partigiano comunista alla testa della brigata che ha liberato Parma il 25 aprile del 1945) e il Lions Club di Caltanissetta hanno tenuto un raduno nei pressi del Consorzio universitario, davanti alle pietre d’inciampo dedicate ai deportati Lucio Lacagnina; Lucio Pernaci e Carmelo Rizzo.
«Quello che è stato bisogna ricordarlo» ha sottolineato Claudia Cammarata della sezione ANPI “Gino Cortese”. «Se la memoria non diventa un bene comune, si perde».
A Caltanissetta, altre pietre di inciampo ricordano l’orrore dei campi di sterminio, in corso Umberto I nei pressi dell’incrocio con la via Lincoln. Sono quelle dedicate ai deportati Giuseppe Costa; Alfonso Graci e Michele Tarantino. Piccole tessere a formare un mosaico di memoria per contrastare l’oblio e le interpretazioni false e fuorvianti sulle deportazioni nazifasciste. Piccole tessere di memoria per definire l’orrore di ieri e per riflettere su quello di oggi.

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