Andare oltre le feste per far rivivere Caltanissetta: l’opinione di Angelo Emanuele Parisi

A proposito degli eventi artistici e culturali degli ultimi giorni, a Caltanissetta, riceviamo e pubblichiamo l’intervento di Angelo Emanuele Parisi, “Riempire e svuotare la città come un bicchiere”:

Una città in festa, piena di persone che come formiche hanno percorso vie, strade e viuzze del centro storico, rivivendolo o vivendolo per la prima volta. Musica, cibo, chiacchiere con amici. Una città viva insomma che chiede alla sua comunità di non morire di noia o di inerzia. Per certi aspetti una città nuova nel suo ciclico e perenne tentativo di sopravvivere prima che al tempo a sé stessa. Una città viva insomma che a volte sembra non rassegnarsi a dovere morire di noia o di inerzia. Per certi aspetti una città nuova nel suo ciclico e perenne tentativo di rinnovamento culturale, sociale ed economico. Quando tuttavia la festa finisce e “si spengono i rumori, si spegne anche l’insegna di quell’ultimo caffè, le strade son deserte, deserte e silenziose un’ultima carrozza cigolando se ne va”, la città ritorna ad essere, così come la canzone di Domenico Modugno, triste e malinconica (ma sono io che la vedo così). In effetti quello che rimane alla fine della festa è solo tanta malinconia e per chi ha vissuto i periodi migliori di questa città (un tempo non molto lontano definita da Leonardo Sciascia “la piccola Atene”) anche tanta nostalgia che sale fino alla gola e come un groppo rimane lì ferma e immobile, proprio come la città che stiamo osservando. Tutto dunque tornerà come prima: i giovani andranno a studiare, a lavorare e a trovare il loro futuro altrove; le attività commerciali e artigianali continueranno ad abbassare definitivamente e inesorabilmente le loro saracinesche, saremo sempre più vecchi e sempre più soli e infine un velo di oblio e indifferenza si stenderà sul patrimonio artistico e culturale non ancora definitivamente perduto e su quelle cose ancora significative che permangono ostinatamente sotto la superficie apparente di questa città. È vero che ogni goccia fa sostanza, che ogni attività ed iniziativa che servano a rievocare momenti passati di prestigio potrebbero servire quanto meno a fermare nella nostra memoria di nisseni l’esistenza una città chiamata Caltanissetta che in tempi non tanto lontani era definita “la piccola Atene” ma è anche vero che se non avremo fatto concretamente qualcosa di meglio non ci sarà un possibile futuro anteriore.

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Un pensiero riguardo “Andare oltre le feste per far rivivere Caltanissetta: l’opinione di Angelo Emanuele Parisi

  • 10 Settembre 2019 in 17:14
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    Le feste sicuramente non bastano… Però servono a quelli che a Caltanissetta vivono a ritrovarsi e stare insieme negli spazi condivisi della loro città. Servono a far scoprire ai più giovani le bellezze nascoste della città e a costruire la memoria dei bambini: a capire che lì si può anche vivere bene, che si ha il diritto di restarci e magari che ci si deve dare da fare per far sì che le cose cambino. Insomma, preferisco immaginare queste feste non come rievocazioni di glorie passate ma come piccole fondamenta di un futuro più felice.

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