Bracconaggio nei demani forestali del Nisseno: allarme congiunto delle associazioni ambientaliste
Aumento della caccia abusiva nei boschi e fauna selvatica sotto attacco: a lanciare l’allarme sono le associazioni “Italia Nostra”, “Legambiente”; “LIPU” e “WWF”. Tutte e quattro chiedono interventi urgenti di prevenzione e repressione del bracconaggio che nei demani forestali del Nisseno sarebbe ormai fuori controllo.
«I demani forestali rappresentano un patrimonio di notevole valore ambientale, storico e sociale» – si legge nel comunicato stampa congiunto delle associazioni. «Si tratta di complessi boscati e terreni montani di proprietà pubblica che la Regione Siciliana gestisce per garantire la conservazione degli ecosistemi e la difesa del suolo».
Secondo le associazioni e in base alle segnalazioni pervenute, il bracconaggio sarebbe facilitato da fuoristrada e pick-up che permetterebbero ai malintenzionati di raggiungere le aree più recondite dei boschi. In questo periodo, le specie maggiormente colpite risulterebbero essere i cinghiali e le beccacce.
“Italia Nostra”, “Legambiente”, “LIPU” e “WWF” lamentano anche un’assenza di controllo resa evidente da cancelli aperti e recinzioni abbattute; assenza di cartelli di divieto e carenza di pattugliamenti.
Le sigle ambientaliste hanno quindi denunziato la situazione alle autorità preposte, inviando una nota congiunta a Corpo forestale; Dipartimento Sviluppo rurale; Libero Consorzio e Prefettura, invocando misure drastiche per contrastare reati e illeciti messi in atto dai bracconieri.
In attesa di un riscontro da parte delle autorità, “Italia Nostra”, “Legambiente”, “LIPU” e “WWF” continueranno a monitorare il fenomeno attivando i propri volontari.