Uragano Harry: appello di Italia Nostra Sicilia al governo nazionale

Le devastazioni causate dall’Uragano Harry in Sicilia, soprattutto nelle zone orientali e nella fascia ionica dell’isola, hanno e avranno pesanti ricadute sulle comunità locali. In un clima nazionale di silenzio mediatico quasi assordante, non mancano gli appelli dei siciliani e delle siciliane che hanno a cuore le sorti della propria terra. La sezione regionale di “Italia Nostra” invita, ad esempio, a ripensare con coraggio, forza ed immaginazione l’abitare nei nostri territori e lo fa con un comunicato stampa ed un appello inviato al governo per richiedere interventi urgenti.
«Il ciclone Harry si è abbattuto inesorabilmente sulle coste siciliane» – si legge nel comunicato firmato dalla presidente regionale Nella Tranchina – «luoghi emblematici delle ambiguità e delle contraddizioni che da tempo caratterizzano le politiche di gestione del territorio nell’Isola.
Le intense mareggiate dei giorni scorsi hanno provocato crolli, allagamenti e la distruzione di tratti di litorale già fortemente compromessi. Sono state devastate infrastrutture, abitazioni e attività economiche e produttive. Possiamo affermare che si tratta, di danni, in un certo qual modo, prevedibili, aggravati dalla progressiva distruzione degli ecosistemi costieri, dei sistemi dunali e dall’occupazione indiscriminata delle fasce costiere in cui, nel corso degli anni, sono state realizzate costruzioni di ogni genere.
La devastazione determinata dal ciclone Harry non può essere considerata un’emergenza inaspettata e imprevedibile: essa è indubbiamente il risultato di decenni di mancato rispetto delle leggi, di totale assenza o insufficiente programmazione e prevenzione, in un contesto in cui i cambiamenti climatici in atto amplificano l’energia e l’intensità dei fenomeni meteomarini.
In Sicilia, condoni e abusivismo hanno alimentato false sicurezze, producendo conseguenze che oggi si manifestano con tutta la loro gravità. Le scelte politiche compiute nel tempo, a livello regionale e nazionale, evidenziano criticità e responsabilità diffuse che richiedono oggi una seria e condivisa assunzione di impegno per un cambio di rotta.
Pertanto, ancora una volta, ribadiamo la necessità di programmare e pianificare con urgenza gli interventi di tutela e salvaguardia del territorio; dismettere e decostruire tutto ciò che può e deve essere rimosso; bloccare il consumo di suolo e nuove edificazioni lungo le coste; attuare efficaci politiche di mitigazione e adattamento per contrastare gli effetti del cambiamento climatico; programmare e realizzare interventi di rinaturalizzazione dei litorali e di ripristino degli ecosistemi costieri e dei sistemi dunali.
È indispensabile ripensare, con coraggio, forza e immaginazione, il modo di abitare i nostri territori: dalle spiagge e dalle zone costiere fino all’interno dell’Isola, lungo torrenti, colline e montagne».
Al comunicato, “Italia Nostra Sicilia” fa seguire un appello indirizzato alla presidente del Consiglio e ai ministri di Infrastrutture; Protezione civile; Agricoltura; Turismo ed Economia. Firmato dalla presidente regionale e da un lungo elenco di vertici regionali e provinciali dell’associazione, l’appello è rivolto anche ai presidenti di Regione Sicilia e ANCI Sicilia.
In sostanza, alla luce della gravissima situazione in atto, “Italia Nostra Sicilia” chiede di «riprogrammare le somme – già in parte “distratte” da altri interventi – destinate ai primi lavori del Ponte sullo Stretto, affinché siano utilizzate prioritariamente per il ripristino di quanto danneggiato o distrutto dall’eccezionale violenza del ciclone». Inoltre, l’associazione richiama il governo nazionale «alla necessità di interrompere definitivamente le politiche di sanatoria dell’abusivismo edilizio, che continuano a incentivare la cementificazione delle coste e dei territori fragili, aggravando il dissesto idrogeologico e aumentando in modo drammatico gli effetti distruttivi di eventi climatici estremi come quello appena verificatosi».