11 Febbraio 2026
Il fatto

Il pullover che mi hai dato tu: della presunta corruzione e di altre storie

“Il pullover che m’hai dato tu”: non può che venire in mente il refrain del brano di Gianni Meccia (1955) leggendo le dichiarazioni che Lorenzo Tricoli ha fornito ai giornalisti, accorsi davanti al tribunale di Caltanissetta. Ieri gli indagati per corruzione sono stati infatti ascoltati dal giudice per le indagini preliminari, Santi Bologna.

Secondo l’ex sindaco di Sommatino, le intercettazioni farebbero riferimento al compleanno del deputato, originario di Milena. Un maglione sarebbe stato il regalo di compleanno dello stesso Tricoli e di un gruppo di amici a Michele Mancuso. Il capo d’abbigliamento avrebbe sostituito il regalo in busta che il deputato regionale, nonché membro della Commissione antimafia, avrebbe chiesto, secondo la versione fornita da Tricoli alla stampa.

L’ultimo presunto scambio di doni avrebbe avuto luogo davanti l’Hotel San Michele nel maggio 2025 (“La Repubblica”, Cronaca di Palermo del 18 gennaio 2026). Per la cronaca: il genetliaco del deputato ricorre il 15 dicembre.

Lana cento per cento, cachemire, poliestere? «Era un maglione di scarsa qualità» ha detto sorridendo Michele Mancuso ai microfoni di TGS, durante il servizio della giornalista Ivana Baiunco, placando l’immaginazione scatenata dall’ipotetico regalo a un deputato regionale che, secondo le cronache di questi giorni, sarebbe stato in odor di assessorato. Sull’intera vicenda resta comunque la presunzione d’innocenza ma anche la speranza che si sia trattato effettivamente di un maglione e comunque di un equivoco. Altrimenti ci troveremmo davanti al fatto che un esponente della classe dirigente siciliana, che nel 2024 ha dichiarato un reddito di euro 84.786 (“Livesicilia”, articolo di Salvo Cataldo del 19 settembre 2025) avrebbe bisogno di “arrotondare”, alimentando un sistema corruttivo che in Sicilia non è nuovo.

Lorenzo Tricoli ha negato comunque ogni coinvolgimento in scambi di denaro e ironizzato chiedendo alla stampa di ritrarlo in foto recenti, che rendono giustizia al fatto che è attualmente più magro.

Michele Mancuso ha dichiarato invece che avrà modo di chiarire la sua posizione, arricchita dalla circostanza del ritrovamento dei duemila euro sotto il tappetino della vettura intestata alla moglie, che lo stesso dice essere un regalo di sua suocera. Secondo quanto si leggeva ieri, la somma era avvolta in un foglio di carta che recava la scritta “trasferimento”.

Insomma, una vicenda dai contorni grotteschi e ancora da chiarire, che prende piede in un territorio già stritolato dall’esodo dei giovani, da famiglie che sempre più spesso li raggiungono nelle regioni del Nord Italia o addirittura all’estero e da emergenze strutturali che vedono crescere le nuove povertà. Più di tutto, un territorio che avrebbe bisogno di una classe politica capace di fare un’analisi seria dell’attuale stato di cose per elaborare un progetto di rinascita.

 

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