Disabilità e vita indipendente a Caltanissetta: le proposte di Liliana Anania

Foto tratta dal web

Riceviamo e pubblichiamo le riflessioni di Liliana Anania in merito alla disabilità a Caltanissetta:

«La disabilità determina, in sé, un’enorme disuguaglianza.
Se le leggi riconoscessero i diritti dei disabili, se ci fossero i posti di lavoro, se non ci fossero barriere architettoniche, rimarrebbe, comunque, aperta la disuguaglianza che affonda le radici nella quotidianità: muoversi, andare al lavoro, a scuola o al cinema. Se giro per la città, mi accorgo che non incontro disabili, almeno non tanti quanto quelli che ho incontrato in una città come Bolzano.

Le cause di ciò si possono riassumere in due punti.

1. Mobilità
La precedente ed attuale Amministrazione sono state completamente indifferenti all’esistenza ed all’applicazione del P.E.B.A. ( Piano Eliminazione Barriere Architettoniche). Tale indifferenza crea non poche difficoltà ai disabili, agli anziani, a mamme con passeggini, e altri cittadini con impedimenti fisici. I marciapiedi sono stati occupati da chioschi, scivoli inesistenti o dove appaiono come un miraggio, sono
troppo stretti o non accessibili, e limitati da entrambi i lati perché ostruiti da chioschi o bancarelle. Attraversamenti pedonali non segnalati, strisce invisibili e mancanza di apparecchi semaforici con tempi di via libera, i mezzi pubblici privi di pedana per agevolare la salita.

2. “ La vita indipendente”
La vita del disabile è condizionata dal sostegno fisico e finanziario della famiglia che non sempre può sopportarlo. In un paese civile, gli Enti Istituzionali di fronte ai disabili, non possono voltare lo sguardo da un’altra parte; essi hanno il dovere di garantire ai disabili una vita indipendente con servizi adeguati, aiuto domestico, mezzi di trasporto adeguati, ed infine il sostegno psicologico anche sul posto di lavoro con la presenza di un assistente dedicato.
La politica si è orientata ad istituire strutture “dopo di noi” ove ricevere l’assistenza necessaria. Si tratta, sempre, di una scelta imposta, considerato che tanti vorrebbero vivere nella propria casa supportati, per esempio, da associazioni convenzionate o da cooperative specializzate. “ La legge è uguale per tutti “ ma è difficile continuare a sostenerlo guardando negli occhi un disabile.
Rimuovere gli ostacoli che impediscono l’uguaglianza tra le persone è una battaglia complessa, specie per le categorie fragili; occorrono risorse, che ben investite darebbero risultati in termini civili di dignità, uguaglianza, posti di lavoro.

Mi auguro che riparta, al più presto, la Consulta per la disabilità, per dare impulso e sostegno alla realizzazione di politiche a favore della disabilità attraverso azioni consultive, propositive e di attiva collaborazione con l’Amministrazione».

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