Legambiente chiede spiegazioni sulla capitozzatura selvaggia degli alberi

Gestione del verde pubblico? Il circolo nisseno di  Legambiente ha indirizzato una lettera al commissario straordinario del Libero consorzio comunale di Caltanissetta Dulio Alongi e al sindaco Roberto Gambino. Il testo, firmato da Amedeo Falci e Ivo Cigna, è il seguente:

«Anche quest’anno sono stati realizzati nell’area di pertinenza comunale lavori di manutenzione del verde pubblico con la potatura degli alberi. I lavori hanno interessato anche strade di proprietà comunale e provinciale. Da una ricognizione abbiamo notato la realizzazione di corretta sfoltitura dei rami degli alberi in alcune vie cittadine (come via Rochester), mentre una pessima manutenzione, con ricorso a capitozzatura selvaggia, in alcune strade provinciali (come la SP.1 e la SP.5.)

Il danno inferto agli alberi con la capitozzatura è spesso irrimediabile per la salute e l’estetica della pianta, per la fauna che vi abita e per il paesaggio.

Purtroppo si ha la netta impressione che i lavori di manutenzione del verde continuano ad essere appaltati spesso a ditte non adeguatamente formate, che per velocità e superficialità preferiscono capitozzare gli alberi, adducendo motivi di sicurezza, anziché effettuare delle più corrette e lunghe potature orientate a eliminare solo i rami intricati, deboli e/o morti.

Il recente Decreto del Ministero dell’Ambiente del 10-03-2020 relativo ai Criteri Minimi Ambientali (GURI del 4-4-2020) per il servizio di gestione del verde pubblico e la fornitura di prodotti per la cura del verde mette ordine al complesso e delicato settore della gestione del verde pubblico, fornendo alle amministrazioni locali dei principi fondamentali, nell’ottica di miglioramento dei servizi pubblici e di qualificazione della spesa al fine di evitare sprechi della Pubblica Amministrazione. Tra le tante raccomandazioni che il Ministero dell’Ambiente rivolge alle stazioni appaltanti (in particolare amministrazioni comunali) ne evidenziamo di seguito alcune:

• Invito ad utilizzare una logica di sistema nella cura del verde, proiettata sul lungo termine, piuttosto che mirata all’immediato e alla gestione delle emergenze;

• Invito a dotarsi concretamente di strumenti di gestione del verde pubblico come il censimento del verde, il piano del verde, il regolamento del verde pubblico e privato e il bilancio arboreo che rappresenta la base per una corretta gestione sostenibile del verde urbano. In particolare il censimento del verde deve rappresentare lo strumento fondamentale per la corretta pianificazione di nuove aree verdi, per la programmazione del servizio di manutenzione del verde, per la progettazione degli interventi di riqualificazione del patrimonio esistente;

• L’amministrazione pubblica deve dotarsi di un censimento del verde almeno di livello 1 (anagrafica delle aree gestite con il perimetro delle stesse); la stazione appaltante deve richiedere, nel bando di gara per la manutenzione del verde, all’offerente il piano di gestione e manutenzione basato sul censimento almeno di livello 1 messo a disposizione dall’amministrazione; nel caso la stazione appaltante non disponga ancora di un censimento e di una classificazione degli alberi, l’offerente integra il censimento delle aree verdi «anagrafica delle aree» con le informazioni relative alle alberature (livello 2 «alberature»);

• Una corretta manutenzione e gestione, oltre a migliorare la qualità del verde, riduce la necessità di interventi di emergenza e previene possibili eventi pericolosi per le persone e le cose. A tal fine appare opportuno prevedere requisiti minimi di competenza posseduti dal personale che svolge il servizio di sistemazione e manutenzione del verde e di formazione continuativa degli operatori che garantisca la qualità del servizio nel tempo;

• Il progetto di nuove aree verdi e di riqualificazione di quelle esistenti deve essere elaborato da un team multidisciplinare di professionisti, assicurando la presenza delle capacità tecniche professionali fondamentali come quelle relative al campo ambientale, paesaggistico, naturalistico, forestale, ingegneristico, geologico e urbanistico;

Gli interventi di potatura devono essere svolti unicamente da personale competente, in periodi che non arrecano danni alla pianta e non creano disturbo all’avifauna nidificante ed effettuati solo nei casi strettamente necessari; in particolare, l’aggiudicatario deve evitare di praticare la capitozzatura, la cimatura e la potatura drastica perché indeboliscono gli alberi e possono creare nel tempo situazioni di instabilità che generano altresì maggiori costi di gestione.

Alla luce di quanto su detto si chiede di:

– adeguare i bandi di gara sulla manutenzione del verde pubblico alle raccomandazioni dei Criteri Ambientali Minimi del Ministero dell’Ambiente (Decreto 10 marzo 2020); – sospendere/evitare, se in corso, le pratiche di capitozzatura, peraltro eseguite in periodo che arreca danni alle piante e alla fauna e vietate dalla normativa;

– utilizzare personale adeguatamente formato per la manutenzione del verde;

– aggiornare/predisporre un Regolamento sul verde;

– realizzare un censimento del verde almeno di livello 1 (anagrafica); – predisporre un piano del verde e il bilancio arboreo».

Legambiente si rende infine disponibile a incontrare Gambino e Alongi sui punti evidenziati.

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