Domani flash mob dei ristoratori

Michele Tornatore e Valeria Pennisi, titolari del ristorante Sale & Pepe.

Dal Veneto alla Lombardia, fino alla Sicilia, i ristoratori associati a TNI Italia (Tutela Nazionale Imprese) chiedono a gran voce la riapertura dei ristoranti e delle attività di divertimento oppure risorse economiche per fare fronte alla chiusura dovuta all’emergenza sanitaria. «Fateci lavorare a cena o ristori immediati» è la parola d’ordine.

Per avanzare le loro rivendicazioni, i ristoratori hanno organizzato un flash mob che si terrà alle 11.00 di domani, mercoledì 17 febbraio, anche a Caltanissetta, in piazza Falcone e Borsellino. I ristoratori lanceranno il loro SOS in divisa da cuochi e camerieri e lunedì 22 gennaio si recheranno a Roma per rappresentare le loro istanze davanti a Montecitorio.

«Basta, non ne possiamo più. Giocano come il gatto con il topo. Apri, chiudi. Giallo, arancione, rosso… e comunicato sempre all’ultimo momento.  I ‘ristori’, se così vogliamo chiamarli, corrispondono solo al 3% del fatturato e non coprono i costi fissi delle nostre attività. Con la zona rossa prima ed arancione poi abbiamo potuto fare solo asporto, ma siamo tutti consapevoli che non copriamo neanche le spese vive. Per questo mercoledì – annuncia Michele Tornatore, coordinatore di Ristoratori Sicilia – saremo davanti al tribunale di Caltanissetta: da nord a sud i problemi sono gli stessi e solo uniti possiamo raggiungere il nostro obiettivo, la tutela della categoria».

Intanto la situazione continua ad essere molto delicata su entrambi i fronti, sanitario ed economico, con la variante inglese del Covid che desta preoccupazioni e allarme anche in Sicilia. Nei giorni scorsi, poi, Caltanissetta ha registrato la chiusura del bar “Curtiglio”, locale del centro storico divenuto, negli anni, luogo di aggregazione multiculturale. Una bella realtà che chiude i battenti a causa di un affitto troppo alto da sostenere a fronte dei ridotti guadagni dovuti alla chiusura. Insomma uno scenario dove intervenire correttamente non è facile. Domani, la parola va ai ristoratori, sperando che manifestino il loro disagio rispettando le regole anti-contagio.

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