Filippo Falcone chiede la revoca della cittadinanza onoraria a Mussolini

Filippo Falcone (foto di Pippo Nicoletti)

Revocare la cittadinanza onoraria del Comune di Caltanissetta, conferita a Benito Mussolini il 10 maggio 1924, in occasione della sua visita in città. È questa la proposta che lo storico Filippo Falcone rivolge al sindaco Roberto Gambino e al presidente del Consiglio comunale Giovanni Magrì, in occasione del 25 Aprile di quest’anno. La richiesta è stata sottoscritta anche da Nicola Boccadutri per l’Auser provinciale, Giuseppe Cammarata per l’Anpi e Ignazio Giudice per la Cgil.

«Si ricorda che mentre gli schedati antifascisti venivano in quei giorni, per motivi di sicurezza, arrestati e condotti nel carcere di Malaspina» – scrive Falcone – «la città si preparava alla visita del duce che vi giungeva in quella data con un treno speciale. Quella giornata è ampiamente descritta dai resoconti giornalistici dell’epoca: l’adunata delle oltre mille camicie nere, le scolaresche, le maestranze della città, la presenza della deputazione provinciale, del prefetto, del questore. Mussolini, atteso per la mattina, arrivava con forte ritardo alle 13.55, raggiungendo il Municipio, dove gli veniva – da quello che scrivono i giornali del tempo – conferita la cittadinanza onoraria. Poi il discorso ufficiale al Teatro Margherita, ripartendo da Caltanissetta nel pomeriggio, per visitare le altre città siciliane.

Qualora si trovasse nei registri deliberativi dell’archivio comunale dell’anno 1924 tale atto, la revoca qui richiesta assumerebbe un valore altamente simbolico, anche in ricordo dei siciliani e nisseni deportati o morti nei campi di concentramento nazisti, così come di quelli che il fascismo combatterono nella clandestinità e nella prigionia e ancora di chi alla Resistenza nel centro-nord partecipò personalmente. Tra quei nomi e quelle storie, molti sono i nisseni, come ampiamente documentato dall’ultima pubblicazione dello scrivente sui “Sovversivi” in Sicilia, basato su documenti ufficiali ricavati da vari archivi pubblici e privati».

 

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