Èco.sì: «La politica siciliana si allei per fronteggiare l’emergenza»

Il logo dell’associazione è tratto dalla pagina Facebook.

Definire e strutturare un piano per fronteggiare l’emergenza e organizzare iniziative per affrontare la povertà non solo con interventi assistenziali, ma con azioni forti a sostegno della ripresa economica, del lavoro e della riorganizzazione sanitaria. Per far questo occorre una pacificazione tra le forze politiche siciliane per produrre una legge regionale che contrasti la dilagante povertà che coinvolge larghissimi settori della popolazione, acuita dagli effetti dell’emergenza sanitaria da Covid 19. L’associazione Èco.sì lo ribadisce con forza e per questo sostiene la proposta-appello lanciata dal professor Emiliano Abramo, basata appunto sui punti citati.

I fondatori di Èco.sì Bianca Guzzetta, Maurizio Caserta, Massimo Fundarò e Giovanni Ruvolo, individuano in questa sorta di alleanza la risposta più nobile che la politica possa dare ai cittadini, ogni giorno alle prese con le difficoltà connesse alla tutela della salute e con quelle che derivano dalla crisi economica in atto. «Molti interventi di supporto alle persone che vivono condizioni di estrema difficoltà sono stati sostenuti dal volontariato e dal terzo settore, evidenziando ancora una volta quanta positività e forza alberga nelle maglie della società siciliana» si legge in un comunicato stampa inoltrato dall’associazione. Ma oggi serve un ulteriore passo avanti che coinvolga tutte le forze politiche per concordare gli interventi più utili a fronteggiare lo scenario della pandemia.

«Interventi» recita il comunicato che «potranno essere finanziati con le risorse del Recovery Found. Èco.sì con Demos Sicilia, ha strutturato una rete di relazioni con movimenti ed associazioni, e dal confronto è nata una base progettuale che mettiamo a disposizione per realizzare una legge regionale che possa affrontare con forza e determinazione il tema delle povertà, nel rispetto della dignità di ogni persona, e con lo sguardo in avanti per immaginare, finalmente, per la Sicilia, un futuro più equo e sostenibile».

 

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