Fra mille difficoltà, Caltanissetta riparte. Parlano i commercianti

Hanno colori accesi e variopinti, gli indumenti delle collezioni estive 2020 che sprizzano, dalle vetrine, una normalità quasi dimenticata. Dopo 69 giorni di lockdown, parrucchieri, ristoratori e negozianti di abbigliamento oggi hanno potuto alzare le saracinesche delle loro attività, con molta speranza e altrettanta prudenza. Dopo aver passato stracci, mocio e disinfettanti ed essersi muniti di guanti e mascherine, in molti hanno deciso di tornare al lavoro, nonostante i timori verso un presente che non ha ancora sconfitto il covid-19 e un futuro incerto anche a causa dell’emergenza sociale ed economica. Ma la fiducia per la ripartenza è tanta e i sorrisi non mancano.

Allora, come va? «Lenta» dice Davide Volo, dietro al bancone del suo bar in corso Umberto, «ma l’importante è ripartire. La gente si deve riabituare alla vita normale e non dobbiamo avere paura».

«Stamattina un poco di movimento c’è stato» dice Cinzia Milazzo, titolare di Curtiglio. «Sono passati amici che sono venuti a salutare ma anche qualche cliente nuovo». Se però parliamo della situazione economica, la preoccupazione trapela dagli occhi di tutti. «Abbiamo ancora bisogno di un aiuto a fondo perduto. Ad esempio, la merce che ho ordinato io verrà pagata con i soldi che molti cittadini hanno donato agli esercizi commerciali di Caltanissetta e Curtiglio ha raccolto cinquecento euro in pochi giorni».

Cinzia Milazzo

L’aiuto, non soltanto economico, dei cittadini è di conforto anche ad altri imprenditori, come Giuseppe Balbo del Punto G, in piazza Mercato Grazia. «Ci sentiamo abbastanza abbandonati dallo Stato e per risollevarci dovremo contare sulle nostre forze. Le persone, però, ci hanno dimostrato il loro affetto in tutti i modi, mandandoci messaggi, facendoci sentire importanti nelle loro vite».

Giuseppe Balbo

Francesca Imbraguglio ha fatto una pulizia molto accurata del suo negozio e i capi di abbigliamento nelle grucce risplendono, complice anche la luce del sole dovuta alla bella giornata. Quando le chiedo come va, sorride, perché la speranza non manca mai. «L’abbigliamento non è un bene necessario, la gente ha paura ed è difficile che si riversi in negozio. Speriamo bene». In questa storia, l’aspetto economico è uno dei tasti dolenti, dopo l’emergenza sanitaria, per chiunque abbia un’attività propria. «È necessaria un po’ di liquidità per ripartire dopo due mesi e mezzo di incasso zero e speriamo che i nisseni tornino a spendere a Caltanissetta, anche perché gli esercenti hanno prezzi buoni e non maggiorati».

Francesca Imbraguglio

Insomma, anche se il Covid-19 è una minaccia ancora incombente sulle nostre vite, si procede a piccoli passi verso la riapertura. Come andrà nei prossimi mesi, dipenderà dalla consapevolezza di tutti e dal rispetto che ognuno presterà alle regole antivirus. Tra i ritardi dovuti alla burocrazia e i soldi che non arrivano, i commercianti tentano comunque di ripartire, e anche nel rimettere in moto l’economia della città occorrerà l’aiuto di tutti.

 

 

 

 

 

 

 

 

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