La gestualità italiana ai tempi del coronavirus. Ne parliamo con Luca Vullo

Luca Vullo e sua madre, Angela Gabriele, durante uno degli spettacoli che portano la cultura italiana nel mondo

Regista e produttore cinematografico, il nisseno Luca Vullo ha fatto conoscere al mondo la cultura italiana legata ai gesti. Gli abbiamo chiesto della sua vita ai tempi del coronavirus e gli abbiamo chiesto se l’Italia e la Sicilia, dopo l’emergenza sanitaria, saranno ancora le stesse dal punto di vista della cultura legata al “vasa vasa”, alla gestualità.

Intanto ti chiederei, se vuoi dirlo, dove ti trovi, in quale parte d’Italia. Se sei rientrato prima che scoppiasse l’emergenza o se ti sei dovuto autoisolare in quarantena.

«Sono in Lombardia autoisolato in quarantena da fine febbraio».

Questa emergenza coronavirus ha interrotto il tuo lavoro in qualche modo? Avevi spettacoli o nuovi filmati da presentare?

«Tutto il mio calendario di eventi previsto fino a fine aprile 2020 è saltato. Stiamo parlando di spettacoli, conferenze, consulenze aziendali, presentazioni di libro, proiezioni, partecipazioni a festival, etc. che dopo meticolosa pianificazione di mesi, sono svaniti come neve al sole. Alcune cose sono solo posticipate altre perdute e di certo non avrò alcuna copertura da terzi per questo buco dovuto a pandemia globale e decreti ministeriali».

Come trascorri il tempo in questi giorni?

«Per fortuna faccio talmente tante cose che non ho mai corso il rischio di incontrare la noia. Devo dire che anche stavolta, nonostante la situazione, la noia è rimasta fuori dalla porta. Sto scrivendo il mio nuovo libro insieme alla meravigliosa Daniela Lucangeli, professore di psicologia dello sviluppo e prorettore dell’Università di Padova, che verrà pubblicato dalla Erickson ed è rivolto agli insegnanti delle scuole italiane. Il tema trattato sarà: l’importanza della comunicazione verbale e non verbale per l’educazione. Sto scrivendo il mio nuovo spettacolo e un nuovo film e poi è risbocciata la mia passione per la cucina. Degno figlio di mia madre, ho rimesso mani e mente ai fornelli cucinando dolci, pranzi e cene e faccio il pane fatto in casa con pasta madre. Una delle cose più terapeutiche e creative che ho riscoperto nella mia vita è proprio cucinare e mettere insieme gli alimenti per dare nuova forma a qualcosa di delizioso per le persone che ami. Non è meraviglioso?»

Certo! Sei l’autore di un libro, “L’Italia s’è gesta” e comunque hai portato, nel mondo la cultura italiana che si esprime col corpo e con la gestualità. Queste misure emergenziali, che sono necessarie per fermare il contagio, colpiscono purtroppo questa nostra propensione alla gestualità: al “vasa vasa” siciliano, al darsi la mano. Secondo te, quando l’emergenza coronavirus finirà, la nostra cultura tornerà quella di sempre, o questo allontanamento forzato e necessario, data la situazione, ci cambierà in qualche modo?

«Sicuramente è una richiesta complessa da rivolgere ad uno dei popoli più fisici al mondo che pone il corpo e la comunicazione non verbale al centro della relazione interpersonale. Indubbiamente in Sicilia la fisicità è intensa, il contatto fisico è un elemento istintivo e necessario nel rituale di comunicazione sociale, in particolare quando si incontra un amico o parente. Sono pienamente cosciente che è molto difficile per noi accettare un divieto di prossimità e di contatto umano ma in un momento così difficile dobbiamo sforzarci ad essere responsabili e rigorosi nel seguire le regole utili a salvaguardare gli altri e noi stessi. La situazione è drammatica e pesante ma in compenso, forse qualcuno sta esultando in questo momento, gli afefobici (persone che provano disagio o repulsione nei confronti del contatto fisico) del mondo hanno avuto la loro vendetta!»

Di recente sei stato nominato coordinatore delle PR per l’Europa dall’Associazione per l’Italia nel mondo (AIM). Ci spieghi in cosa consiste questo incarico e ci racconti, per la tua esperienza, come si parla dell’Italia fuori, da quando è scoppiata l’emergenza sanitaria?    

«L’obiettivo dell’Associazione è quella di promuovere nel mondo la cultura, l’arte, la tradizione e la bellezza del nostro paese facendo rete tra associazioni, istituzioni e realtà locali. Vista la mia decennale di attività promozionale dell’Italia nel mondo tramite i miei film, gli spettacoli e workshop sulla comunicazione, sarò il p.r. europeo per lavorare di concerto con i miei colleghi che stanno negli altri continenti. È un’associazione nata da poco e io sono appena entrato quindi è ancora tutto work in progress. Vedremo cosa saremo in grado di costruire nei prossimi mesi. Dopo l’emergenza sanitaria stiamo ricevendo tanti segnali di solidarietà e calore da diverse parti del mondo perché comunque, l’Italia rimane uno dei paesi più amati e apprezzati in tutto il pianeta».

Per avere maggiori informazioni sull’attività di Luca Vullo è possibile consultare il sito www.lucavullo.com e la pagina Facebook https://.www.facebook.com/.LucaVullo.officialprofile/.

 

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