L’assessora Marcella Natale al Taobuk di Taormina

Un momento del Taobuk 2019 (foto tratta dal web)
Marcella Natale (foto tratta dal web)
Foto tratta dal web

Anche l’assessora alla Cultura del Comune di Caltanissetta Marcella Natale prenderà parte all’XI edizione del Taormina Book Festival (Taobuk), che si svolgerà in presenza dal 17 al 21 giugno nella favolosa cornice della perla del Mar Ionio. Quest’anno, il filo rosso del format ideato da Antonella Ferrara sarà la metamorfosi, tema suddiviso in otto aree tematiche per un centinaio di eventi in cinque giorni. «Metamorfosi» – si legge nel programma della kermesse – «per indagare le fratture nel tempo e nello spazio che portano alla trasformazione le donne e gli uomini, i popoli, i luoghi e le creature del pianeta. Ma anche e soprattutto per ripartire […] e lanciare un segnale di speranza e fiducia nel futuro post pandemico».

Marcella Natale prenderà la parola sabato 19 giugno alle 10.00 durante l’incontro intitolato “Patti per la lettura – Reti territoriali”, che si terrà nella sede della Fondazione Mazzullo, a Palazzo dei Duchi di Santo Stefano. Il 18 e 19 giugno, nell’ambito di Taobuk 2021, regioni, istituzioni e sindaci si incontreranno infatti per definire un modello unificato per la promozione e il sostegno del libro e della lettura. Obiettivo della due giorni è l’ideazione di un manifesto programmatico in dieci punti per divulgare la cultura del libro.

Oltre all’assessora Natale, durante l’incontro del 19 prenderanno la parola Paola Dubini, Vincenzo Santoro, Matteo Lepore, Rossella Del Prete, Chiara Facchetti, Maria Limardo, Olimpia Bartolucci, Francesca Navarria, Filippo Del Corno, Nino Perrone, Angelo Piero Cappello e Flavia Piccoli Nardelli.

È difficile sintetizzare in poche righe un festival che prevede la presenza di artisti e scrittori di fama internazionale, con eventi ed incontri che spaziano dalle serate di gala alle conferenze, dai concerti alla lettura di pagine intramontabili della letteratura mondiale. Per saperne di più rimandiamo allora al sito web https://www.taobuk.it/edizione-2021/. La presenza dell’assessora alla Cultura a Taormina sembrerebbe in linea con le iniziative che sono state intraprese per promuovere la lettura nella nostra città. Ricordiamo infatti che Caltanissetta è stata tra le dieci città finaliste candidate al titolo di “Capitale italiana del libro 2021”, alla fine conquistato da Vibo Valentia e che vige, in città, il “Patto di Caltanissetta per la Lettura”, nato con l’obiettivo di promuovere la conoscenza in tutte le sue forme.

Certo, il progetto di partecipazione al bando relativo alla designazione della capitale del libro non ha suscitato il plauso incondizionato di tutti. L’ex assessora alla Cultura e docente di Linguistica italiana all’Università di Palermo, Marina Castiglione, in un post pubblicato su Facebook l’undici maggio scorso, scriveva infatti che «scorrendo le linee guida obbligatorie (miglioramento dell’offerta culturale, crescita dell’inclusione sociale, contrasto della povertà educativa, sviluppo della partecipazione pubblica, promozione della dimensione interculturale, promozione della frequentazione delle biblioteche e delle librerie, ecc.)» sarebbe emerso «che il progetto avrebbe dovuto collegarsi a un assetto complessivo delle politiche culturali del Comune proponente e ad una coprogettazione (“condivisione progettuale con altri enti territoriali e con soggetti pubblici e privati portatori di interesse presenti sul territorio”)». E ancora che «sarebbe bastato conoscere le carte per rendersi conto che al progetto mancavano non soltanto elementi richiesti dal bando (come appunto la coprogettazione e la compartecipazione finanziaria), ma anche robusti e documentabili riferimenti ad un contesto di riferimento vitale e reattivo».

Ad ogni modo, la vetrina di Taormina rimane un’occasione per proiettare Caltanissetta in uno scenario più ampio di quello provinciale e la speranza è che questo serva ad offrire nuove opportunità culturali ed economiche alla nostra città. Capovolgendo una frase infelice attribuita diversi anni fa a Giulio Tremonti, il fatto che con la cultura si possa anche mangiare è del resto ampiamente dimostrato proprio dall’indotto di eventi come il Taobuk.

 

 

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