A che punto siamo con le vaccinazioni? Il Circolo PD “Faletra” chiede maggiore efficienza

(Foto tratta dal web)

A che punto siamo con le vaccinazioni? Il coordinamento del Circolo PD “Guido Faletra” la pensa così:

«Al netto delle problematiche da noi frequentemente segnalate e delle vicende che in questi giorni sono state evidenziate dalla FP CGIL provinciale, rispetto alle quali ci uniamo convintamente alle richieste di chiarimento e trasparenza, va detto che l’ASP di Caltanissetta ha lavorato alacremente alla vaccinazione di tutte le categorie che sono state indicate come prioritarie dal Ministero della salute.

Fatta questa premessa, ci sembra necessario segnalare alcune gravi incongruenze, di metodo e di merito che interessano il Governo regionale e che rendono necessario un nostro intervento.

La prima riguarda l’assenza di un protocollo regionale che preveda il coinvolgimento dei medici di famiglia nella fase di vaccinazione di massa che sarà resa possibile grazie ai vaccini AstraZeneca e Johnson&Johnson.

Se non si provvederà rapidamente in questa direzione rischieremo di avere una buona disponibilità di dosi senza un’adeguata organizzazione che ne consenta la distribuzione. Servirebbe quindi una decisa accelerazione nella definizione di questo accordo regionale e sarebbe necessario fornire rapidamente direttive precise ai medici di medicina generale, i cui ambulatori sono spesso assediati da richiesta di informazioni provenienti da cittadini disorientati e preoccupati.

Passando alle osservazioni di merito, ci sembra necessario segnalare la grave esclusione di alcune categorie di persone dal novero di coloro cui destinare in via prioritaria la campagna di vaccinazione.

Ci riferiamo in particolare ai malati oncologici, ai dializzati, alle persone con sindrome di down o con forme di disabilità valutate come non gravissime.

Sebbene la settima commissione ARS abbia formulato un apposito indirizzo con il quale si sollecita la programmazione della vaccinazione prioritaria per le persone in condizione di fragilità o disabilità riconosciuta e per i caregivers, oggi non è dato sapere quali siano i tempi previsti per la vaccinazione di quelli che sono, a tutta evidenza, soggetti ai quali sarebbe necessario riconoscere la massima priorità.

I malati oncologici vivono un momento estremamente difficile: le terapie cedono il passo al timore di recarsi presso gli ospedali per paura di essere contagiati, quando i controlli sono fissati in altre regioni si teme per gli aeroporti e per le stazioni ferroviarie, sempre molto affollate.

I dializzati ricevono un trattamento che li costringe a stare molte ore a contatto con altri pazienti, con il conseguente rischio di contagiarsi gli uni con gli altri.

Nel loro caso la vaccinazione del personale sanitario vaccinato è solo una delle barriere a protezione dal virus, importante ma non sufficiente.

Le persone con sindrome down, a prescindere dalla gravità della stessa, vivono un momento delicatissimo anche per via di una socialità negata.

I disabili sono persone che necessitano di un intervento assistenziale permanente, continuativo e globale nella sfera individuale o in quella di relazione (art. 3 comma 3, Legge 104/1992). Sono persone sordomute, cieche, minori di età con difficoltà persistenti a svolgere i compiti e le funzioni propri della loro età.

Insomma, siamo convinti che ci siano ragioni a sufficienza per cui queste categorie debbano avere priorità assoluta, prima ancora dei parlamentari ARS o di categorie meno a rischio ed esposte solo per motivi professionali.

Chiediamo quindi maggior efficienza e maggior celerità nella gestione della campagna di vaccinazione, la tutela della salute è un diritto inderogabile dei cittadini e un impegno al quale le istituzioni non possono rinunciare».

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