Il tango si balla anche da soli! I consigli di Graziella Pernaci e Giovanni Marino

Graziella Pernaci e Giovanni Marino

Ieri l’Organizzazione Mondiale della Sanità ha proclamato la pandemia da Covid-19 (lo ha fatto il suo presidente, da Ginevra) e il presidente del Consiglio Giuseppe Conte ha annunciato misure senza precedenti nella storia della Repubblica. Si tratta di misure e comportamenti che ognuno di noi è tenuto a rispettare scrupolosamente per fermare il contagio.

Uscire il meno possibile e solo per motivi necessari è la nuova parola d’ordine del Paese. Niente caffè al bar, niente shopping, niente movida. L’Italia si fermerà per un po’ e ciascuno dovrà reinventarsi il proprio tempo e le proprie abitudini, che sia preparato a farlo o meno. Già prima delle misure stabilite ieri, il mondo del tango ha dovuto fermare i suoi passi, sospendere lezioni e milonghe. Danza di coppia per antonomasia, conosciuto nel mondo per l’abbraccio, questa sensuale danza popolare che ci viene dall’Argentina dei barrios rientra tra i comportamenti più a rischio in questa situazione. Cosa significa fermarsi per chi di ballo vive lo abbiamo chiesto a Graziella Pernaci e Giovanni Marino, esperti e ballerini di tango ormai da parecchi anni, con diverse classi di allievi a Caltanissetta.

«La prima cosa che mi viene da dire è che ci sentiamo persi senza il nostro tango, perché è una disciplina che noi amiamo tanto, come in tanti già sanno, e che cerchiamo di trasmettere a tanti altri. L’unica cosa che ci fa stare meglio è che stiamo facendo delle cose che prima non potevamo fare» dice Graziella Pernaci, che balla anche danze standard e latinoamericane.

«Potremo vedere un film, seduti sul divano» Giovanni Marino è ottimista. «Prima non potevamo farlo, non avevamo tempo» aggiunge, facendo anche riferimento alla sua intensa attività di ufficiale di gara esperto in musica da ballo per gare nazionali e internazionali di danza sportiva.

«Ci mancano i nostri ragazzi, perché ormai siamo una grande famiglia: ci spostiamo tutti insieme, lavoriamo insieme. Ci mancano tante cose, devo dire» sottolinea Graziella.

Ma per gli appassionati del tango, una speranza c’è, visto che è possibile continuare ad allenarsi in solitudine, tra le pareti domestiche, osservando scrupolosamente le misure e i comportamenti stabiliti dal governo. «Per allenarsi a casa bastano anche una sedia o un bastone e ci si può esercitare nella camminata, che è una cosa fondamentale nello studio del tango argentino. Ci si allena da soli e si migliora, perché non si finisce mai di imparare. Il tango è anche cultura, quindi sarebbe opportuno anche leggere sull’argomento» conclude Graziella. Insomma, si può continuare a ballare anche a casa e trarne giovamento per sdrammatizzare questa congiuntura triste.

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