Isola pedonale in corso Umberto: quali opinioni prendere in considerazione?

Corso Umberto I

Nei giorni scorsi e fino a ieri, è balzata agli onori delle cronache l’ipotesi di trasformare l’isola pedonale di corso Umberto in ZTL, a causa degli episodi di furto e danneggiamento che si sono registrati di recente, soprattutto in centro storico. L’ipotesi è stata di nuovo avanzata dai commercianti del Centro commerciale naturale presieduto da Vincenzo D’Oca, durante l’incontro con il questore Giovanni Signer. Un’ipotesi discussa in realtà da tempo, che desta non poche perplessità anche in ragione del fatto che furti e danneggiamenti si sono avuti in zone aperte al transito delle auto. Ci si chiede inoltre se, il fatto di poter transitare con automezzi, non agevoli in realtà i malintenzionati più che scoraggiarli. C’è, però, un aspetto che, in questo annoso ed eterno dibattito, viene regolarmente trascurato e che solleva invece una questione di principio. È giusto che la decisione in merito ad un’eventuale riapertura, seppure parziale, di corso Umberto debba essere presa ascoltando esclusivamente il parere dei commercianti del Centro naturale? Ha importanza il parere di chi risiede in quella zona? Ha importanza sentire le persone che vivono in zone periferiche ma che frequentano il centro e sono comunque cittadini di Caltanissetta?

Irene Bonanno

Abbiamo rivolto l’interrogativo a Irene Bonanno, laureata in Scienze politiche e con un dottorato di ricerca sul Marketing turistico, autrice di un’indagine di Customer satisfaction sui turisti e visitatori a Caltanissetta, condotta per la Rete Museale, Culturale e Ambientale del Centro Sicilia e pubblicata sull’ultimo numero della rivista del Rotary club di Caltanissetta. Irene ci ha risposto anche in merito ad un’altra questione, quella legata alle possibili iniziative da mettere in campo per invogliare le persone a scendere.

«In merito alla prima questione, ritengo che i cittadini debbano essere sentiti sull’opportunità della riapertura di corso Umberto, non solo i commercianti. Sulle iniziative da organizzare, banalmente farei riferimento a chi ha organizzato in città degli eventi che hanno richiamato molta gente. Basta fare una piccola ricerca in questo senso. Ma per fare qualcosa di più incisivo e di sicuro successo, io chiederei ai ragazzi, alle famiglie e ad altri segmenti cosa vorrebbero in piazza, quali tipi di eventi li porterebbero a frequentare il centro storico. Sarebbe utile la somministrazione di un questionario costruito ad hoc perché è sui bisogni culturali, di divertimento dei nisseni che si dovrebbero realizzare gli eventi».

Insomma, le esigenze dei commercianti meritano attenzione e rispetto ma occorre prendere in considerazione anche gli altri attori del territorio e l’opinione di chi ha comunque a cuore le sorti del nostro centro, ma commerciante non è.

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