Le due “piccole Atene”: considerazioni di Leandro Janni

Riceviamo e pubblichiamo la seguente nota del presidente di Italia Nostra Sicilia, Leandro Janni:

«“Atena” (in attico Ἀθηνᾶ, traslitterato in Athēnâ), o Pallade, figlia prediletta di Zeus, è la dea greca della sapienza, delle arti e della guerra. Dea guerriera e vergine, ha vari poteri: difende e consiglia gli eroi, istruisce le donne industriose, orienta i giudici dei tribunali, ispira gli artigiani, protegge i fanciulli.

È noto che i nisseni siano piuttosto fieri di una celebre definizione della città di Caltanissetta che è possibile ritrovare in un brano de “Il Maestro di Regalpetra. Vita di Leonardo Sciascia” – di Matteo Collura: «Conservo un meraviglioso ricordo di Luca Pignato, professore di filosofia in un liceo di Caltanissetta e finissimo conoscitore della letteratura francese, il quale ci ha fatto leggere opere delle quali credo che ben pochi avessero avuto sentore. Noi che siamo vicini ai sessant’anni, grazie a lui abbiamo fra le mani L’après-midi d’un faune di Mallarmé, l’Ulisse di Joyce nella traduzione di Valery Larbaud, e tutti i Parnassiani. Verso il 1935-1940, Caltanissetta era una “piccola Atene”, non fosse che perché in quel periodo di onagrocrazia, cioè dominio degli asini, come diceva Benedetto Croce, un giovane poteva incontrare come insegnante Luca Pignato, il poeta protestante Calogero Bonavia, padre Lamantia, Aurelio Navarria, Luigi Monaco, Giuseppe Granata: nomi che per molti non dicono nulla, ma per me ed altri della mia generazione sono stati, direttamente o meno, dei maestri. E Vitaliano Brancati…».

Dunque noi nisseni, malgrado tutto, possiamo vantarci di questa definizione sciasciana, di questa similitudine letteraria con la città che fu resa ricca, celebre e splendida dal grande Pericle.

Lo scorso 25 aprile ci ha lasciati il presidente nazionale onorario di Italia Nostra, Nicola Caracciolo. Nicola Caracciolo aveva un rapporto di particolare affezione con Capalbio dove, con amorevole rispetto, lo chiamavamo “il Principe”. Ho effettuato qualche ricerca: Capalbio, “perla dell’Argentario”, è un piccolo comune toscano di circa 4000 abitanti. Distante 45 chilometri dal capoluogo Grosseto, è il comune più a sud della Toscana. Bene: per il contesto ambientale in cui si trova e per l’importanza storico-artistica assunta in epoca rinascimentale, per la tutela e la gestione oculata delle sue spiagge e del paesaggio, Capalbio è stata soprannominata anche “la piccola Atene”.

Pertanto esistono due “piccole Atene”. Che dire? Credo che la nostra Caltanissetta, la nostra “piccola Atene” dovrebbe avere più rispetto e attenzione della sua storia, dei sui tanti beni culturali e ambientali, del suo straordinario paesaggio, sicuramente non meno seducente del celebrato paesaggio toscano. E forse, persino della propria ricchezza letteraria dovrebbe avere più rispetto e attenzione. Mai dimenticando che anche le grandi città, anche le grandi civiltà possono tramontare e scomparire, se non continuano a sognare e a immaginare, a ri-generarsi. Con operosità, rigore, intelligenza. E magari, con un proprio stile».

 

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Un pensiero riguardo “Le due “piccole Atene”: considerazioni di Leandro Janni

  • 26 Luglio 2020 in 16:20
    Permalink

    Il nostro nisseno onorario ci ha lasciato un eredità invidiabile. Come Racalmuto, Agrigento e Modica, Caltanissetta dovrebbe valorizzare di più il proprio passato letterario. Bravo Leandro

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