Persone anziane e coronavirus: intervista a Nicola Boccadutri, presidente provinciale Auser

Nicola Boccadutri

Dalle mascherine delle volontarie di Serradifalco al “riempi carrello” dei volontari di Mazzarino che collaborano con la Croce Rossa, fino ai buoni spesa del circolo di Sommatino. Anche l’Auser pensa a chi soffre l’emergenza sociale e propone attività di aiuto rivolte agli anziani più fragili, in tutta la provincia. L’Auser è un’associazione che promuove l’invecchiamento attivo degli anziani e la loro valorizzazione nella società ed è stata costituita nel 1989 dalla Cgil e dal Sindacato pensionati Spi-Cgil. Dal 2003 l’Auser è strutturato in due entità distinte: Auser Onlus, che svolge prevalentemente attività di promozione sociale e Federazione Nazionale delle Associazioni Auser di Volontariato, che si dedica invece al volontariato. L’Auser si rivolge soprattutto agli anziani ma favorisce il dialogo tra le generazioni e tra le diverse culture e per saperne di più sulla sua organizzazione è possibile andare sul sito www.auser.it. In provincia di Caltanissetta l’associazione ha otto circoli ben strutturati e due sedi operative e, nel 2019, aveva circa 1.300 iscritti. «L’associazione impegna molte persone, vedremo come andrà quest’anno» dice il presidente provinciale, Nicola Boccadutri, che abbiamo intervistato, a proposito delle attività dell’associazione in questo periodo di emergenza sanitaria.

Partiamo dall’inizio dell’emergenza coronavirus, quando si ripeteva, come un mantra, che a morire erano solo gli anziani e le persone con patologie pregresse. Voi promuovete l’invecchiamento attivo degli anziani e la loro valorizzazione all’interno della società. Non credi che gli anziani, in questa vicenda, siano stati non soltanto sminuiti ma offesi gravemente? Vorrei un tuo commento su questo racconto mediatico…

«Su questa storia, l’Auser si è schierata nazionalmente, sui giornali, attraverso il presidente Enzo Costa. Il presidente, nei giorni scorsi, ha detto ai media di evitare di lanciare segnali al limite dell’inciviltà. Oggi stiamo vedendo cosa succede nelle case di riposo e prendiamo atto che la situazione non fa ben sperare. Stiamo perdendo i più anziani e, fra essi, la generazione del Sessantotto. Questo è molto triste e comporterà una perdita ulteriore di memoria per il nostro Paese».

Chi gravita attorno all’Auser invecchia attivamente. Cosa vuol dire? Quali sono i consigli che date agli anziani per sopportare meglio questo durissimo scenario di pandemia?

«Diciamo agli anziani che devono restare a casa ma assicuriamo un servizio di compagnia telefonica, perché le persone anziane hanno bisogno di sfogarsi e di combattere la solitudine. Molti hanno i parenti lontani e soffrono nel non poter vedere i nipoti ed io li capisco, perché vivo questo problema personalmente. Spesso i nostri operatori, in questo, si sostituiscono agli psicologi».

Dalle mascherine delle volontarie di Serradifalco al “riempi carrello” dei volontari di Mazzarino con la Croce Rossa, ai buoni spesa del circolo di Sommatino. L’Auser organizza iniziative rivolte a chi soffre l’emergenza sociale, in tutta la provincia. Nicola Boccadutri, a Caltanissetta, quali sono le iniziative che l’Auser sta organizzando?

«A Caltanissetta abbiamo avuto problemi e abbiamo il circolo bloccato perché manca il presidente. Mi mordo le mani perché siamo fermi, mentre prima si facevano un sacco di iniziative. Corsi di informatica, pittura, attività conviviali. Nei Paesi, invece, le attività vanno avanti e le mascherine fatte dalle signore di Serradifalco sono state distribuite in diversi reparti dell’ospedale Sant’Elia».

Una parola per il dopo. Cosa rivedresti in base a quello che abbiamo sofferto? Il welfare, ad esempio, o anche altro…

«Una delle battaglie che faremo come Auser è quella per una sanità centralizzata e pubblica, perché non è possibile che la sanità sia diversa da regione a regione. Intensificheremo, poi, le nostre università popolari. Sicuramente da questa situazione usciremo cambiati e mi auguro che cambieremo in meglio. Mi auguro un nuovo senso di comunità, per evitare che prevalga la solitudine, uno dei maggiori problemi nel mondo degli anziani e una delle cause che impediscono il dialogo tra le generazioni».

 

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