Un grande occhio sulla città, quello di Luciano Del Castillo, fra moto, “pieghe” e luci psichedeliche!

Oggi la nostra rubrica ospita un grande professionista della fotografia, Luciano Del Castillo, fotoreporter e giornalista che attualmente lavora per l’Ansa e che proviene dall’esperienza de L’Ora, giornale nel quale ha lavorato insieme a Letizia Battaglia e Franco Zecchin. La sua attività di fotografo, però, non si è fermata alle storie di mafia, visto che Luciano Del Castillo ha collaborato con diverse testate nazionali, ha molto viaggiato e viaggia tuttora. Nei suoi viaggi, nulla è sfuggito al suo obiettivo, dal disfacimento della cortina di ferro alle catastrofi ambientali e alle guerre in diverse parti del mondo. Luciano Del Castillo vanta al suo attivo molte pubblicazioni (Alegria y Revolucion è la più recente) e se dovessimo elencare tutte le sue esperienze ci vorrebbero pagine e pagine. Allora rimandiamo al sito http://lucianodelcastillo.it/ ed aggiungiamo solo che ha vissuto nella nostra città, che in anni recenti ha collaborato con il gruppo nisseno dei Fotonauti e che è stato anche ospite, nel 2018, del festival dedicato alla lettura Sicilia dunque penso.

Questo è la sua visione (parole e foto) di Caltanissetta:

«Qualche anno dopo avere vissuto a Caltanissetta ho letto Conversazione in Sicilia di Elio Vittorini e credo che nessuno sia riuscito a dare un’idea così precisa della città. Quando siamo venuti a vivere con la mia famiglia a Caltanissetta, via Nuovo Scalo Ferroviario, la nostra residenza, era una lunga strada non ancora asfaltata che dall’Hotel Di Prima arrivava fino al nostro palazzo, anzi due palazzi che si tenevano l’uno all’altro quasi fossero due amanti e la finestra della mia stanza era su una delle due “spalle”. Caltanissetta mi ha strappato al caldo inverno di mare per accogliermi nel suo freddo e mi ha abituato alla bellezza grazie alle mie coetanee, adolescenti che vivevano nel quartiere: Mariella, Stefania, Gabriella, Adriana, Marinella… compresa mia sorella. Facevano gli adolescenti feste nel terrazzo condominiale e i più audaci portavano le luci “psichedeliche”, i Beatles e qualche bottiglia di superalcolico guardati a vista dai genitori che da buone sentinelle evitavano approcci troppo audaci e noi bambini non vedevamo l’ora di diventare grandi per potere sfruttare i piaceri della vita. Un altro momento importante erano le moto (allora erano Guzzi Dingo, Aspes, Lui, Vespa, etc.) con le quali ci si sfidava al curvone di viale Kennedy (l’evoluzione di via Nuovo Scalo Ferroviario) a chi faceva le “pieghe” migliori dette anche orecchie n’terra. Il barbiere ed il macellaio che avevano i loro esercizi proprio alla fine della curva ne videro entrare di adolescenti nei propri locali e non per tagliarsi i capelli, entravano direttamente con la loro moto perchè avevano sbagliato… la piega!»

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3 pensieri riguardo “Un grande occhio sulla città, quello di Luciano Del Castillo, fra moto, “pieghe” e luci psichedeliche!

  • 19 Maggio 2019 in 06:03
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    Un caro saluto al bravo (e folle) Luciano Del Castillo, con il quale, ai tempi del Liceo Classico “Ruggero Settimo” di Caltanissetta, condividevamo parole, sogni e immagini.

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  • 19 Maggio 2019 in 10:14
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    Grande Leandro io ho dei ricordi belli, semplici, seduti agli scalini del Mikeo alle assemblee del Ruggero Settimo…. 🙂

    Rispondi

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